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venerdì 21 settembre 2018

Se ti stai annoiando, gusta qualcosa di nuovo #gva2018


L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridono, persone in piedi
Se adesso ti stai annoiando, magari la scuola non ti da più gusto, quello che fai ti è pesante allora bisogna darsi una mossa. A che serve alzarsi per fare ciò che non piace, oppure lavorare per ciò che non appassiona?
Senza passione non c'è vita, senza gusto non c'è sapore in ciò che si fa. Facciamo le cose come gli sciocchi, tanto per farle, simili ad un software pre-impostato. Già, le macchine fanno bene le cose, realizzano tutto in base ad una programmazione ma...senza passione. Non ci provano gusto, imparano e realizzano ma senza assaporare la bellezza di poter scoprire, conoscere, realizzare qualcosa di nuovo.
Se vuoi dare un tocco di gusto alla vita, scoprire come altri giovani assaporano la bellezza di ciò che fanno, aggiungiti al "Giovani verso Assisi" dal 31 ottobre al 4 novembre. Puoi venire a conoscere tanti giovani d'Italia insieme a frati e suore e con loro scoprire la Sapienza di essere giovani con Francesco d'Assisi. "GUSTATE E VEDETE" è il titolo che si è dato per gustare in pieno la bontà di Dio che dà la possibilità di scoprire il gusto di vivere, ciò che può dar sapore a ciò che facciamo ogni giorno.
Se la tua vita non ti dà gusto, con Francesco d'Assisi puoi scoprire il bel sapore di tutto.
Se tu giovane desideri venire con altri giovani ad Assisi puoi contattare i frati: fraterocco2014@gmail.com... ti aspettiamo

martedì 8 novembre 2016

SfAmati dall'Amore... "Giovani verso Assisi 2016"


Parole di una giovane calabrese sfamata dalla Dio-incidenza

Dovrei raccontarvi la mia esperienza al GVA; cercherò di essere breve, ma è necessario che faccia qualche passo indietro… Una Dio-incidenza (chi è stato al Convegno sa di cosa sto parlando, agli altri lo spiegherò dopo), mi ha fatto conoscere il GVA poco più di due anni fa, attraverso gli entusiasmanti racconti del mio vicino di posto durante un viaggio in autobus. Non è stato difficile travolgermi con quelle parole; per me che sono cresciuta con lo spirito francescano, la partecipazione ad un incontro regionale poco tempo dopo, è stata l’occasione per ritrovare la gioia di chi segue Cristo sulle orme di Francesco. I due anni che sono trascorsi non sono stati molto facili, sono una ventottenne laureata, semi-disoccupata, alle prese con le delusioni del mondo e alla ricerca dell’amore vero, quello con la A maiuscola. Una mattina di fine settembre Qualcuno dall’alto ha deciso che io quest’anno avrei dovuto partecipare al convegno. Non ci avevo pensato minimamente, anzi, non lo avevo programmato, visto che ahimè lo ammetto, cerco sempre di avere le cose sotto controllo, ma dopo aver detto a fra Rocco che mi sentivo giù per una serie di cose successe, mi sono trovata davanti ad un “Vieni, punto e basta”. Allora in quel momento ho smesso di programmare e mi sono sentita in dovere di rispondere sì a quella chiamata, perché era Dio che in mi stava dicendo che avrei dovuto fare quell’esperienza. Allora ho iniziato a fare il conto alla rovescia e neanche la preoccupazione per la terra che tremava ha fermato il mio andare incontro ai nuovi fratelli e sorelle che il Signore mi ha donato. Infatti non conoscevo nessuno prima di partire, ma ciò che ci accomunava non ha reso difficile l’instaurarsi di legami che sono sicura dureranno nel tempo. Dal tema del Convegno si evince subito l’argomento trattato; durante una testimonianza, ho capito che non era un caso che io mi trovassi lì, visto che ogni parola, ogni racconto sembravano fossero rivolti a me. Coincidenza? No, Dio-incidenza! Al convegno è uscito fuori questo neologismo, per indicare che ciò che accade nella nostra vita, se visto con gli occhi della fede, non è un caso, ma opera di Dio. È difficile spiegare ciò che accade dentro; chi parla ai giovani sa benissimo come smuovere ciò che di più intimo c’è nei cuori. Oggi ci sentiamo un po’ persi, abbiamo bisogno di certezze che il mondo non può darci e per noi credenti le cose a volte si complicano. Veniamo spesso giudicati da chi non vive un’esperienza di fede perché non ci basta l’effimero, ma siamo affamati di qualcosa in più. E chi può darci quel di più se non Colui che ci ama sopra ogni cosa, che ci lascia liberi e che ci accoglie così come siamo, con le nostre debolezze e le nostre mancanze? E’ così che anche noi dovremmo amare, in qualunque tipo di rapporto, dovremmo dare il nostro tutto e allora impareremo a gustare l’attesa dei tempi di Dio, che non corrispondono ai tempi dell’uomo. Le lacrime di tanti cuori liberati dall’angoscia che ho visto durante la liturgia penitenziale mi hanno fatto capire che non sono sola e che vale la pena continuare a lottare per difendere la bellezza della gioia di amare incondizionatamente. Un altro momento molto significativo è stata la condivisione della Parola. Ci è stato proposto il brano della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Gesù in quell’occasione sfama la folla, comportandosi come un padrone di casa che si prende cura dei suoi ospiti e preoccupandosi che ciò che avanza non vada perduto. In realtà la folla presente è sfamata non dal pane, pur essendo il cibo materiale necessario per il sostentamento, ma dal cibo spirituale che Egli offre alle loro vite; il pane avanzato è segno della sovrabbondanza della grazia di Dio in chi si affida a Lui e niente di ciò che si compie nel suo nome andrà perso, anche se si tarda a vederne i frutti. Una cosa che mi ha particolarmente colpita è la richiesta che Filippo fa a Gesù, ovvero domanda dove poter comprare il pane e con quali mezzi, quindi si pone il problema dal punto di vista umano. Eppure lo stava chiedendo a colui che avrebbe potuto sfamare la folla senza dover ricorrere ad alcun mezzo, invece Gesù si serve dei cinque pani e dei due pesci di un ragazzo presente, che si fida di lui, rischiando di perdere quel poco che possiede. Ed ecco allora il messaggio che mi rimane alla fine di questa esperienza: impareremo ad amare veramente quando impareremo a perdere ciò che abbiamo per “correre il rischio” di essere davvero felici e che il Signore può moltiplicare quello che abbiamo da offrirgli soltanto se gli apriamo il nostro cuore e decidiamo di fidarci di Lui


(Raffaella Mautone)

sabato 14 novembre 2015

Vivi ogni giorno come se fosse il primo... la voce di Emilio dal GVA2015

Inizio questo viaggio: preparo lo zaino, metto le solite cose.. biancheria intima, zaino, metto le solite cose.. biancheria intima, tovaglia, spazzolino, qualche maglietta e dei pantaloni. Ecco, tutto qui! Anzi no, c'è anche dello scetticismo, ma quello lo porto dentro me, ignaro di ciò che sta per accadere! Ho bisogno di dirvi che, sí, sono stato io a scegliere di partire, ma se non fosse stato per alcune persone che mi hanno accompagnato durante il viaggio e prima, non avrei vissuto quest'esperienza! I 5 giorni del GVA sono stati giorni pieni, scanditi da momenti di riflessione personale e comunitaria. Prima un percorso spirituale su cinema, arte e cibo, ci ha iniziati al tema centrale dei vizi dove ho capito che "siamo nel regno del tanto" e che molto spesso questo 'tanto' è superfluo e ci distrae da ciò che è realmente importante nella vita; fermato da una domanda tanto semplice: "cosa preferisci: riempirti la pancia di tante caramelle gommose, giusto per soddisfare un vizio, o preferiresti condividere con qualcuno il tuo piatto preferito e saziarti?'', dentro me è cominciata a crescere curiosità nei confronti dei temi trattati al convegno, accompagnata da una sicurezza dettata dalla presenza di molti fratelli di altre fraternità GiFra del resto d'Italia. Il giorno dopo nel laboratorio biblico-francescano si parlava, invece, dell'importanza delle piccole cose, di riuscire ad assaporare ogni momento; qui il frate ci ha lasciati con una delle frasi che porterò con me per il resto della vita: 'vivi ogni giorno come se fosse il primo, l'unico e l'ultimo!'. Come si legge nel salmo 89, infatti, 'solo quando impareremo a contare i nostri giorni, giungeremo alla sapienza dei nostri cuori'! E no, non è scontato dire che il bagaglio del ritorno è più ricco.. finalmente sono riuscito a fermarmi e a capire che tutto ciò che stavo imparando, lo stavo perdendo, lo stavo mettendo da parte! Una delle testimonianze più forti, infine, è stata quella dell'ultima sera, quando, Fra Alessandro, 'direttore del coro', vero annunciatore del carisma francescano, ci ha lasciati dicendo che bisogna fare il bene, bisogna essere allegri, bisogna mettere a frutto il proprio talento anche se nessuno “ci guarda”, perché prima o poi qualcuno lo farà, e sarà allora che potremo essere veri annunciatori del Vangelo. Dopo aver assaporato questi giorni e averli vissuti a pieno e in armonia con tutti… Non dimenticheró più l’importanza  che c’è nel non giudicare, nel non fermarsi alla parte più superficiale delle cose, e del fare esperienza prima di schierarsi da una parte o dall’altra. Adesso ho imparato a distruggere quelle sovrastrutture che mi erano state 'imposte'! Grazie all’umiltà, virtù del carisma francescano, ho capito che la superbia non porta alla via del Signore. Pace e bene. 

Emilio Davì

sabato 26 settembre 2015

Noi siamo Giovani verso Assisi... e tu???

Appuntamento che ritorna, annualmente e puntuale nel primo ponte invernale, ad Assisi. Il “Giovani verso Assisi”, organizzato dai Frati Minori Conventuali vede riunirsi giovani da tutta Italia attorno alla Tomba del Poverello di Assisi, nella splendida cornice delle Basiliche di Assisi.
L’evento quest’anno, dal 29 ottobre al 2 Novembre raggiunge la 36° edizione, ed ha come tema: “ancoràti alla speranza”. Attorno a questo tema ruoteranno riflessioni, testimonianze, incontri, momenti di preghiera e festa.
Si, perché ritrovarsi annualmente ad Assisi è sempre una festa, sostare per la prima volta dopo l’inizio del lavoro e dell’università è un’ottima occasione per ricaricare le batterie e quale energizzante è più adatto se non Francesco d’Assisi.
Convocati da Francesco ci si ritrova per mettersi in ascolto della Parola ed accogliere l’invito a riparare la “sua” casa partendo dalle nostre case, dalle nostre vite, troppo spesso derubate dalla speranza. Perciò si è pensato di porre all’attenzione di quest’anno la speranza che, i nostri giovani, rischiano di vivere sempre meno in una realtà che soffoca la speranza in una vita riuscita e felice. Occorre riprogrammare il nostro navigatore sulla meta della nostra vita: la felicità in Gesù Cristo e Francesco d’Assisi ci offre un buon itinerario ma non può mancare la speranza altrimenti restiamo appiedati.
Questo raduno, che negli anni ottanta offrì lo spunto a Giovanni Paolo II ad inventare le Giornate mondiali della Gioventù, si presenta come una proposta sempre nuova; nuova rispetto al ritmo solito e solitario della vita, nuova perché il Vangelo è sempre proposta nuova, nuova per chi per la prima volta avvicina la spiritualità francescana.
Ogni regione si organizza per convergere verso Assisi per questo appuntamento ed anche dalla Calabria, noi frati minori conventuali ci stiamo preparando per proporre quest’esperienza ai giovani calabresi ed andare insieme “verso Assisi”.
Da Amantea, dove c’è il centro di Pastorale giovanile e vocazionale dei frati minori conventuali di Calabria ci si sta muovendo ad intessere la trama dell’organizzazione tra tutti i giovani che dalla Calabria desiderano vivere questo momento di gioia francescana ad Assisi.
La Partenza dalla Calabria sarà Giovedì mattina 29 Ottobre e rientreremo il 2 Novembre nel pomeriggio. Programma ad Assisi:
 - 29 Ottobre, 21:00 Veglia di accoglienza;
- 30 Ottobre, Mattino: Incontri francescani / Pomeriggio: Attività in gruppo / 21:00 Celebrazione eucaristica;
- 31 Ottobre, Mattino: Catechesi a 2voci / Pomeriggio: Laboratori di speranza / 19:15: Liturgia Penitenziale;
- 1 Novembre, Mattino: Testimonianze / Pomeriggio: Momenti personali / 17:00 Celebrazione conclusiva / 21:00 Serata di festa.
- 2 Novembre, partenza e momento d’incontro per la Calabria.
Chi desidera partecipare all’evento può contattare i frati minori conventuali di Calabria scrivendo a: francescanicalabria@gmail.com oppure visitare la pagina facebook: vocazione francescana calabria.
Puoi chiamarci a: Convento S. Bernardino - Amantea 0982/424379


Fr. Rocco Predoti ofm conv

lunedì 13 luglio 2015

Giovani verso Assisi 2015 - "ancoràti alla speranza

"Ancoràti alla Speranza" è il titolo del prossimo Convegno "Giovani verso Assisi 2015". Evento che si svolgerà alla Basilica di S. Francesco ad Assisi dal 29 ottobre al 2 novembre 2015.
Chiamati ad incontrarci con i giovani di tutta Italia attorno a S. Francesco anche dalla Calabria partiremo per vivere questi cinque giorni all'insegna della speranza.
"Non dobbiamo lasciarci rubare la speranza" è il motto di Papa Francesco che ci ritorna spesso in mente. Ma a noi giovani calabresi da tante parti la speranza ci viene sottratta e tanti si fanno ladri della speranza. Ma Gesù ci ridona la speranza, alla sua croce ancoriamo la nostra speranza, sicuri che Lui è l'unico che ci ha promesso felicità e mantiene la promessa.
S. Francesco sarà per noi un esempio valido, un ragazzo che si è fidato della felicità promessa da Gesù e dal momento che ha detto "Si" ha legato la sua speranza a Cristo.
Andando ad Assisi vogliamo dire "No" ai tanti venditori di false speranze, venditori di speranze pagate a caro prezzo, a prezzo della libertà.
Non possiamo più riporre la nostra speranza in uomini che ci promettono felicità di scarso valore;
Non possiamo più riporre la nostra speranza in uomini che tengono in riscatto un territorio intero;
Non possiamo più riporre la nostra speranza in uomini che ci impediscono di avere speranza di farsi una famiglia, di avere un lavoro, di essere liberamente felici.
Alla scuola di Francesco possiamo rafforzare la nostra speranza in Cristo...
Noi parteciperemo a questo incontro e tu? forse Gesù sta chiamando anche te ad unirti a noi.
In attesa dell'uscita del programma definitivo puoi contattarci a: francescanicalabria@gmail.com
oppure chiama a: fr. Rocco Predoti. Convento "S. Bernardino" - 0982/424379.

Il Signore ti dia pace!
fr. Rocco Predoti

martedì 16 giugno 2015

Promessa di gioia...prima Promessa Gi.fra di Catanzaro Lido


L’11 giugno 2015 presso la parrocchia Sacro Cuore in località Casciolino quattordici giovani appartenenti alla nuova fraternità di Catanzaro Lido ed ormai quasi tutti da un anno ‘’ammessi’’ alla Gioventù Francescana hanno realizzato il tanto atteso passo successivo attraverso il loro ‘’eccomi’’ pronunciato di fronte all’altare in presenza del celebrante,il sacerdote Pio e di un certo numero di fedeli recatisi li per assistere ed accompagnare con la preghiera questi ragazzi nell’importante rito,nell’importante scelta della ‘’promessa’’. Ecco i nomi dei giovani: Emilio Davì,Giuseppe Ieppariello,Miriam Scerbo,Rachele Sestito,Claudia Moltisanti,Silvia Mercurio,Marianna Greco,Caterina Zagari,Emanuele Rotundo,Giacinto Vellutini,Mimmy Squillaci,Rita Corsi,Francesco Corsi,Natalina Russo,Antonella Minniti,Martino Michela,il primo dei quali ha effettuato il rinnovo della promessa mentre gli ultimi due sono entrati a far parte a tutti gli effetti della fraternità attraverso il rito della conferma. Un giorno di sole,non soltanto perché all’esterno la luce era intensa ma anche perchè quello che brillava negli occhi e nel cuore pareva essere la premessa di quel si, magari non  vissuto precedentemente con consapevolezza ma che nel momento della chiamata ognuno di noi ha sentito intensamente,partendo dalle fasi di preparazione nelle quali ognuno ha fatto la sua parte, messo un po di se,facendo sentire la sua presenza e contribuendo a rendere ancora più solida quell’unità fraterna verso la quale protendiamo e del quale la promessa rappresenta solo un punto di partenza..ed il momento tanto atteso è finalmente arrivato,la scelta delle letture,la preparazione dell’offertorio,ed eccoci li, seduti tutti su due bancate ad attendere il richiamo,ma prima il sacerdote durante l’omelia ci ricorda la necessità di avere coraggio,di aprirci alla consapevolezza della nostra fragilità ma allo stesso tempo alla forza insita nella nostra fede,cosi da riuscire a superare le nostre paure,cosi da non aver timore di metterci in gioco..e si,lo stiamo facendo,ci stiamo mettendo in gioco,a piccoli passi,nelle difficoltà di ogni giorno ma consapevoli di esserci gli uni per gli altri.  Ed ecco che i nomi scorrono ad uno ad uno sotto la voce della presidente regionale Donatella e noi consapevoli della nostra responsabilità non manchiamo all’appuntamento ma disponendoci in fila davanti all’altare esprimiamo la nostra promessa,sottomettendoci a quel disegno d’amore in Cristo sulle orme di San Francesco e riconoscendoci come comunità di fede che ha “l’Eucarestia come centro,il Vangelo come guida,la Chiesa come Madre,i poveri e gli ultimi come fratelli”. Tanti sorrisi,qualche lacrima di gioia ma alla fine ce l’abbiamo fatta,ritorniamo ai nostri posti con in mano la nostra eredità e cioè ‘’il vangelo’’ed attendiamo la conclusione della celebrazione con il cuore ricolmo. Dopo qualche fotografia e qualche abbraccio la festa continua nella saletta accanto con un momento divertente  regalatoci dai nostri animatori gifrini Emilio e Giuseppe che con i loro video hanno pensato di rendere omaggio alla fraternità locale ed anche alla regionale descrivendo per cosi dire le peculiarità divertenti di ogni fratello e facendoci sentire parte integrante di qualcosa di veramente meraviglioso ed anche l’animatore fraterno OFS Alessandro non è stato da meno sfoderando la sua vena poetica in rima citando tutti i membri appartenenti alla fraternità; non dimentichiamoci infine la presenza di alcuni fratelli provenienti dalle fraternità di Bisignano e Castrovillari venuti ad assistere al nostro momento,che prosegue tra parole canzoni e buoni sapori non mancando il dolce ed il salato e chiudendo in bellezza tramite una torta dalla forma particolare,quel  tau segno di redenzione e della nostra appartenenza alla magnifica realtà della Gioventù Francescana.. ed è cosi che è andata la nostra “Promessa”,questa parola può significare tutto come può non significare niente,quello che conta è il senso profondo della scelta libera che volontariamente oggi ognuno di questi giovani ha compiuto con l’intenzione di impegnarsi,di rendersi parte attiva di qualcosa di più grande,qualcosa che in fin dei conti si rispecchia nel concetto stesso di “fraternità”. Vedere ogni fratello come un “dono” di Dio imparando a propria volta a donarsi gratuitamente..e siamo qui,a vivere un momento di gioia,ad inebriarci con il profumo dell’eternità ed allo stesso tempo con l’odore di quella terra,simbolo di umiltà sulla quale i piedi del nostro Serafico Padre hanno ricalcato le orme di Gesù,e cosi anche noi vogliamo metterci alla sua sequela e com’è scritto nel Vangelo “non portare nulla per il viaggio” nutrendoci del vero pane che è in grado di saziarci ed abbeverandoci alla vera fonte che è in grado di dissetarci.

                                                                                                                   
     Emanuele Rotundo

venerdì 30 marzo 2012

Spacca il mondo e cammina insieme... Andare 2a2






Con gli occhi pieni di stupore guardavo quello che accadeva Domenica nella Chiesa di S. Bernardino ad Amantea: più di 200 giovani calabresi che avevano risposto all’invito di viere una giornata diversa dalle altre solite domeniche, avevano rotto seppur per poche ore il solito tram tram domenicale.
Mi chiedevo, e non ero il solo, quale fosse il motore che aveva spostato quei giovani dalle loro postazioni di combattimento quotidiano, postazioni che non facilmente si abbandonano ma quella domenica del 25 marzo loro erano lì.
E la domanda mi girava e rigirava per la testa: Cosa stavano cercando quei giovani lì, in un mondo che ci obbliga e convince a non fare nulla che non ritorni utile ed in un periodo dove si è costretti a dover rinunziare a ciò che non è prettamente necessario loro erano lì, fissi, attenti, con la loro voglia di vita e di grandezza tutta concentrata in un ascolto, erano pienamente sintonizzati ad ascoltare dentro una Chiesa.
Assurdo, direi, giovani che ascoltano dentro una Chiesa in un tempo dove, Facebook, News, Tabloid, bollano tutto ciò che esce dalla bocca di un prete come Palloso o inutile perdita di tempo, ebbene si, i giovani di facebook stavano perdendo del loro tempo ad ascoltare un prete.
Erano sintonizzati ad ascoltare un messaggio particolare, che non sempre si ascolta, un messaggio controcorrente: Andare 2 a 2 per il mondo.
Si ricalcava il segno su un argomento per il quale, spesso non si dorme la sera, o si fanno follie, si soffre o si gioisce: l’Amicizia o meglio ancora l’Amore.
Si ascoltava un prete stravagante, di quelli che non si rassegnano a dover svolger il loro ministero tra una novena ed un funerale, a guidar il rosario delle vecchiette ed accontentarsi a far il solito incontro ai soliti giovani che nemmeno il terremoto li schioda dai banchi della Chiesa non curanti dei tanti giovani che bivaccano nelle Piazze delle Chiese. Un prete, Don Marco che parlando dell’Amicizia, raccontava come essa fosse l’unica condizione necessaria per andare per le strade del mondo a vincere quella solitudine che, lentamente sta invadendo le nostre vite, lentamente si affaccia a noi con i luccicanti strumenti moderni ma sempre più ci lascia inesorabilmente soli.
E la solitudine, si sa, ci fa soffrire, piangere e cadere sempre più in basso, ma quel prete lì stava a gridare che è possibile la reazione a questo male, è possibile con il dono dell’Amicizia.
Essa fa fare cosa sempre nuove, guarisce le persone, ci rende belli agli occhi di qualcuno, ci dà coraggio ad affrontare le avventure della vita, ci mette in mano l’arma vincente contro tutte le paranoie, ci fa essere meno strafottenti ma più generosi, ed oggi la generosità è un segno di assoluta novità.
L’assoluta novità dell’Amicizia scoperta da Francesco d’Assisi che ha saputo dare un calcio alla sua vita, alle solite passeggiate, ai soliti corteggiamenti, si era insomma rotto le scatole di fare quello che tutti facevano, aveva saputo scendere dall’enorme carro del “così fan tutti” e cavalcare la sua libertà.
Credo che oggi Francesco rivive in tutti voi giovani che non vi accontentate del solito divertimento, della solita critica a tutto, del solito non senso, del solito trucco per essere belle, della solita moda, della solita Chiesa dei pii e devoti, delle solite devozioni e prediche, del solito qualunquismo ma cercate qualcosa in più.
Quel qualcosa, Don Marco ed i Frati vi hanno consigliato di cercarlo in voi, voi che vi siete alzati presto un mattina di domenica di Primavera e siete venuti in Convento ad Amantea.
Voi siete il miracolo più bello di questa primavera, voi che vi aprite alla Bellezza di Cristo come i germogli che ora si aprono alla Vita, voi siete il volto bello della Calabria, sono i vostri sorrisi che i giornali dovrebbero mettere in prima Pagina piuttosto che le solite facce di gente che i sorrisi cerca di toglierli.
Continuate così, continuate a cercare, continuate a camminare 2 a 2,  continuate ad ascoltare Cristo e guardarlo negli occhi dei vostri Amici, fidanzati, sposi….
 
fr. Rocco Predoti, ofm conv

venerdì 27 gennaio 2012

Rimanere con Gesù...Convegno adolescenti


Convegno Adolescenti

“Non fissare il tuo sguardo sul mio dito, ma osserva ciò che sta indicando:è la luna piena che illumina il tuo cammino” (Anonimo).


Domenica 12 Febbraio 2012


Convento S. Bernardino - Amantea

Rimanere con Gesù…

Programma

Ore 9,30: Arrivi e accoglienza

Ore 10,00: Preghiera fra Giuseppe Montesanto  a seguire una breve riflessione
 
11,30: Santa Messa presieduta da P. Giorgio Tassone

12,30: pranzo al sacco

14,00: Attività guidata

15,30: condivisione

16,30: Mandato


NB. Per le prenotazioni rivolgersi al proprio Parroco
                                                                
   Oppure: fra Francesco Celestino, tel. 0982-424379




mercoledì 25 gennaio 2012

Quando si è da Lui toccati...


…siamo sempre abituati di parlare di gruppi ecclesiali e quasi mai di un cammino comunitario. Un cammino che si svolge su una strada, e della vita, e del  mondo. Un cammino presuppone un’andatura, una tabella di marcia, delle pause, degli imprevisti, delle sorprese, delle contemplazioni. Io, questo cammino, l’ho iniziato 10 anni fa, in un giorno di ottobre che mai avrei pensato mi avrebbe portato a questo punto, con tanti occhi e visi che ho incrociato, che mi hanno arricchito, con cui ho condiviso la presenza di Gesù e di Dio. Si, Domenica, 22 Gennaio, ad Amantea nel ritiro di Giovani “Toccati dal Signore”, abbiamo condiviso l’esperienza e la prova di sentirsi chiamati da Gesù! Di fare esperienza con Lui, perché quando ti tocca, nella reciprocità del senso tattile, sei anche tu “costretto” a toccarlo….e non lasciarlo più. Ci siamo interrogati il perché delle sedie vuote, degli assenti, di fare un qualcosa perché, anche chi , per noia, per motivi seri o altro, non era presente gli cresca più forte la voglia di fare esperienza di Gesù in questo cammino di fraternità francescana. Il problema , serio e totalmente umano, è il “camminare” insieme a persone a cui ti leghi per le quali, l’affetto e l’amicizia, ti portano a distogliere lo sguardo dalla strada. Quando queste poi, cambiano strada, o ti deludono (tornano indietro), perdi il gusto del cammino…e devii pure tu. Ok ci sarà un ricalcolo che magari ti porterà nuovamente sulla strada di quel cammino…. Ma quella giusta sensazione umana dell’amicizia ti porta a dimenticare il perché “dei tuoi passi” ripiegandoli (e non curvando) sulla vanità di un incontro, fine a se stesso, se non gli dai il senso….del cammino!
Ad Amantea questa volta ho vissuto l’esperienza di Marco, molto simile alla mia…una new entry…si direbbe!!! Ok ci siamo appena incontrati all’incrocio e chissà quanta strada farà con noi…ma pure lui ad Assisi è stato toccato e vuole toccare e contagiare questo “dolce sentire…” Perché si da il caso che vedo compagni di viaggio come Fabio, Gioconda, Maria e Maurizio che li ho avuti accanto da sempre in tutti questi anni…eppure solo l’Amore per Lui ci ha sempre legati e fatti ritrovare!!! Non ci siamo mai programmati l’amicizia…ci siamo ritrovati, pianificati e toccati da Lui.
Nell’adorazione ho sentito un calore…..un senso di appartenenza ad un popolo e mi piaceva guardare intorno e riscoprire riflesso in ognuno dei presenti il Santissimo…. Si perché nella mia domanda perenne difronte a quel pezzo di pane “come un Dio si sia…ridotto a tanto per essere….amato….visto…toccato…e mangiato” avevo accanto persone che senza di Lui non avrei toccato e non mi sarei lasciato toccare. Si alla fine lui ti accarezza, come una mamma lo può fare ad un bimbo che dorme la notte….che magari viene chiamato nel silenzio..e nella sua genuinità e ingenuità sa già dire “eccomi!”
In fondo il sentirsi “chiamati”….e un po’ fare la sua Volontà nella nostra Gioia….e la Lode all’Altissimo non si può che unire al sussulto nel nostro cuore di felicità, perché mai e poi mai il “toccare” del Signore è violenza…..è carezza….con cui accarezza la nostra anima!
Il cammino più che il gruppo…perché se per caso tutti si fermassero, c’è sempre qualcuno che viene “toccato” come in una staffetta….e porta avanti il suo…TESTIMONE!!!!
Lui vi dia Fede Retta, Speranza Certa, Carità Perfetta
                                                                                                                         Alessandro

giovedì 3 novembre 2011

E Adesso... Andate a due a due x il mondo....


“Quale gioia star con te Gesù, vivo e vicino…..”, queste parole riecheggiavano ancora tra le mura vuote della Basilica Superiore di San Francesco dopo che i Giovani erano ripartiti.

Circa mille giovani da tutt’Italia son stati qui riuniti attorno a Francesco per il 32° Convegno Giovani verso Assisi. Mille volti, mille storie, mille strade percorse sin qui, un pellegrinaggio compiuto in contemporanea con quello di Benedetto XVI e i capi religiosi alla ricerca della verità.

Sono convinto che anche i nostri Giovani son venuti qui alla ricerca della verità, venuti da realtà dove si spaccia tutto per verità ma nulla riesce ad esprimerla; verità che sembrano avvolgere tutto ma poi svaniscono cm la nebbia che in queste fredde mattinate accoglieva i giovani nascondendo la realtà vera delle cose circostanti e solo più tardi si scioglieva rivelando le bellezze del paesaggio umbro.

La nostra cara società ci coccola e ci promette tante cose scintillanti, belle e attraenti ma spesso si legge nel volto di noi giovani la continua ricerca del verso senso delle cose, la ricerca di cose che durano, affetti saldi, amori infinti e assoluti.

Li ho visti cercare questo, la verità della loro vita, come Francesco, marciare contro tendenza, ascoltare il messaggio proveniente da uomini di Chiesa, uomini che parlavano di Dio.

Li ho visti stare in silenzio innanzi all’assurdo, innanzi all’Eucarestia, stare contro tendenza, ascoltare la voce del silenzio.

Li ho visti piangere, smuovere il loro intimo, pensare contro tendenza, ascoltando le profondità dei loro cuori.

Questo è Francesco, questa è la bellezza dell’essere cristiani, dell’essere giovani cristiani. Giovani che ridono, che piangono, che ballano, che si tengono per mano, che si emozionano, che si innamorano, che sperano, che credono in un domani più bello, un domani costruito da loro.

Ho avuto la bellissima gioia di poter stare con i giovani della mia regione, i giovani della Calabria.

Veramente ragazzi controtendenza che osano sperare in una terra dove la speranza le sembra non appartenere più, dove spesso dall’esterno si guarda con un occhio di disprezzo a volte di pietismo, dall’interno invece con commiserazione e rassegnazione.

Loro no, non avevano il volto grigio dei rassegnati, ma la luce di chi spera, di chi ama la propria terra e crede e vuole che ogni giorno sia migliore del giorno precedente. Giovani che amano Francesco perché con le cose semplici seppe cambiare il mondo.

Vi confido che io credo nei nostri giovani, credo che sapranno rendere più bella la nostra Calabria che già è bella…

Ora è rimasta un Assisi vuota, Assisi che al mattino quando la nebbia si scioglie non rivela più i loro colori allegri, le loro risate, i loro volti gioiosi. Hanno lasciato un vuoto perchè hanno saputo riempire questa piccola cittadina...

Auguro a tutti voi, miei cari giovani o compagni, di poter sempre essere annunciatori di Gioia, testimoni della Bellezza che sorge nei vostri cuori e di poter sempre gridare…. In eterno canterò Allelujà, tu sei fedeltà Signor, Tu eterna novità.

Fr. Rocco