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martedì 18 settembre 2018

Faccio quello che voglio...anche volare

Risultati immagini per volare uomoSe nasci asino sei certo che puoi anche volare! è vero che gli asini non volano ma se si diventa santi forse può anche avvenire. La storia di Giuseppe, piccolo ragazzo sempliciotto che non aveva mai avuto dimestichezza con i libri - siamo agli inizi del 1600 - è pronta a decollare nel momento in cui pensa che in Dio può fare quello che vuole...anche volare. Un frate che ha vissuto l'obbedienza come libertà. Aveva affidato tutta la sua vita a Cristo e perciò si sentiva estremamente libero al punto di spiccare il volo. In piena epoca illuminista non c'era tempo per le leggende, per cui il fior fiore degli specialisti si precipitò per guardare un "asino" volare, un frate che si definiva così.
Non si è mai arreso, mai fermato ai blocchi di partenza, mai ha creduto di non farcela, ma ha disperato della vita. Tutti lo sottovalutavano ma lui sapeva che Cristo contava su di lui, davanti alla solitudine di tutti lui non si sentiva mai solo.
Sapeva di essere ignorante e zuccone sui libri ma si è talmente fidato di Cristo da diventare il Patrono degli studenti. Perciò non scoraggiamoci, fidarci di Cristo equivale ad essere liberi anche di volare, liberi di diventare grandi, liberi come le navi che portate dal vento sanno compiere grandi imprese. Non lasciamoci ingabbiare da nulla e da nessuno ma fidiamoci per poter volare alto nella vocazione della vita.
fr. Rocco Predoti ofm conv

sabato 15 settembre 2018

Non sia mai...caro Gesù

Risultati immagini per clericalismoMa insomma, cosa ti ho fatto?
Mi chiedi chi sei tu per me, caro Gesù, e ti rispondo che tu sei il Messia. Mi fai i complimenti, ci ho azzeccato. ma insomma, un Messia non può soffrire. è inaccettabile che colui nel quale ho riposto i miei desideri, le mie aspettative usi una logica per me incomprensibile.
Perchè ti arrabbi, caro Gesù, è ovvio che io dica nonsiamai al dolore, al disprezzo. Ovunque sentiamo parlare di lotta ai diritti di qualsiasi genere e tu mi rimproveri solo perchè io rivendico il diritto che il Messia non debba soffrire.
Ma si, in fondo è tanto migliore vivere direttamente la Gloria della pasqua. Una marea di "like" che il mondo ti può riconoscere. In fondo la riconoscenza ci gusta a tutti quanti. Già, perchè essere uomini di Chiesa che ci stacchiamo come navicelle spaziali dal pianeta terra per vivere nell'iperuranio clericale è molto bello. Vieni anche tu Gesù con noi. Lascia stare la croce, al massimo puoi fare il crucifero ad una celebrazione solenne. Ma la croce di cui parli tu...quella no. Vieni anche tu a dimenticarti del mondo e guardiamolo da lontano, giudichiamolo secondo la nostra prospettiva. La prospettiva dei santi, dei posti privilegiati, guarda..ci siamo ritagliati una santità a modo nostro. Siamo i migliori, tutti ci riconoscono importanti, speciali, meritevoli di deroghe. Siamo i migliori rispetto gli altri miseri peccatori. 
Ma in fondo perchè c'è l'hai con me caro Gesù? chiedevo solo di essere cristiano ma tu mi vuoi discepolo. 
Mi sa che non ci siamo capiti... (considerazioni presso Cesarea di Filippo)
fr. Rocco Predoti

domenica 29 gennaio 2017

Mi servi proprio tu...seguimi

Incontrare Caravaggio, entrare in un mondo pieno di insidie, addentrarsi dentro il labirinto della realtà profondamente umana del cristianesimo.
Il gesto di Cristo è irruento, spezza il ritmo consueto del tavolo di scambio, quella punta di dito fende l’ambiente buio dove losche attività si stavano pensando. Un gesto deciso, quello di Gesù, che non indugia, non ci ripensa ma è deciso a puntare verso Matteo. Un dito puntato contro la più vacua tra le indifferenze. Un dito puntato tra il buio all’inettitudine del solo egoismo. Un dito che punta al pubblicano, esattore delle imposte, al suo tavolo che sta tranquillo con i suoi collaboratori. Tra essi due ragazzotti che stanno lì armati in attesa di trovare una novità nel loro fanfalonare. Non aiutano Matteo a lavorare ma per cercare di trarne un guadagno, magari giocando a carte. Un tavolo di scambio o di gioco?
Cristo fa entrare in questo spazio una luce che proviene da una vita estranea alla vita del tavolo da gioco.
Un luogo che è un “non luogo”, può essere la vita di ognuno di noi, sia esso una strada od un luogo chiuso. Laddove tu sei Cristo entra e ti coglie nell’atteggiamento con quale tu stai reagendo. Indichi te, indichi un altro. Ci si chiede: “ma proprio a me?” come l’uomo barbuto del quadro. Oppure si rimane distrattamente concentrato sul proprio interesse come l’uomo con gli occhiali. Chiunque tu sia dei personaggi del buio tavolo, Cristo sceglie proprio te, come fa un impresario con i propri operai. “Sei proprio tu a servirmi per questo lavoro”. Come un mandante di un losco affare comune ai bassifondi romani dei luoghi caravaggeschi, Cristo si serve proprio dalla più bassa umanità per realizzare il suo progetto. Gesù assume proprio te nella sua Chiesa a seguirlo….

fr. Rocco Predoti

sabato 26 novembre 2016

Avvento...aprirsi alla sorpresa

“Nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo”.
Il tempo di Avvento non parla al passato né in un futuro da poter rimandare. Gesù viene oggi, scuote la vita, si presenta come una sorpresa al quieto ritmo delle tue giornate. Viene come un ladro se tu gli chiudi le porte della tua vita, se ti ritiri in un grigio egoismo, se ti dimentichi della felicità tua e degli altri. Viene e ruba il tuo essere addormentato, sonnolento, svogliato. Viene come amico se tieni aperte le porte del tuo cuore, se ti apri alla possibilità di avere una svolta nella tua vita.
San Francesco d’Assisi ha vissuto sempre l’Avvento di Gesù nel suo cuore come una sorpresa, si lasciò stupire dalla novità di Gesù.
Apriti alla meraviglia, apriti allo stupore, non restare lì fermo a guardare. Oggi Gesù viene nella tua vita. Lasciati scomodare da Gesù, lascia scombussolare i tuoi piani, i tuoi progetti.
Nel trambusto del Black Friday, Gesù viene a te e ti fa la più grande offerta: Vieni e seguimi. Rispondere di sì può essere la più grande sorpresa per te, aprirti alle meraviglie di una vita ricevuta e donata può rendere ogni giorno un infinito di possibilità che schiudono innanzi a te. Questa è la vita dei frati


Fr. Rocco Predoti

lunedì 5 ottobre 2015

La vita che seduce...

Credimi amore, il sole arde solo, per chi si sa scaldare, lasciati andare....

La frase più forte del testo, La vita che seduce dei Nomadi; ed è vero, che il sole arde per chi si sa scaldare. Tanti sono i soli che ardono nella nostra vita, ma il sole dell'amore è quello che tanto più arde quanto più ti sai scaldare.
Sabato scorso ho avuto la gioia di stare accanto a sei giovani frati che si sono lasciati scaldare dal sole dell'Amore di Dio. fr. Andrea, fr. Roberto, fr. Andrea, fr. Simone, fr. Antonio, fr. Andrea.
Già!!! sei giovani  accesi dall'amore di Dio che si lasciano andare ad un "Si" senza fine, fino alla morte. Belle e forti queste parole che risuonano nella Basilica di Sant'Antonio di Padova per ben sei volte..."prometto di vivere la Regola di San Francesco...fino alla morte".
Sei giovani del Nordi Italia che, nelle righe delle loro giornate di giovani come tanti, hanno saputo leggere gli appunti che Dio stava prendendo su di loro per una vocazione a seguirlo nella vita francescana. Non hanno mancato a dire di si al progetto d'amore di Dio e lasciarsi andare ad un cammino che li ha portati a viaggiare, incontrare luoghi, persone e volti. Volti che li hanno formati ad essere dei frati dal cuore forte e libero, volti che sono stati manifestazione del Volto di Cristo. Come Francesco d'Assisi che nel volto dei lebbrosi aveva scoperto il volto di Gesù anche loro si sono lasciati amare da questi volti.
Ora hanno aderito per tutta la vita con la professione solenne dei voti alla forma di vita proposta da San Francesco. Adesso come un fuoco d'artificio scoppiano per tutto il mondo per portare l'annuncio dell'amore misericordioso del Padre, essere messaggeri di letizia è la loro missione principale come una lampada che, consumandosi illuminano il mondo di gioia infinita.
E tu??? puoi dire il tuo "Si" alla proposta di Dio come questi sei giovani???
Se vuoi, contattaci al 0982/424379 oppure su: francescanicalabria@gmail.com

sabato 27 giugno 2015

Se Dio sta chiamando Te???

Se Dio sta chiamando proprio te, seduto davanti a questo schermo???
Magari puoi dire, ma che c'entro io? Non ho le carte in regola, non sono fatto per la vita dei frati o suore o del prete.
Eppure Dio potrebbe chiamarti ad una vocazione specifica.
Ad Assisi presso la Basilica di S. Francesco è in programma una Settimana di orientamento vocazionale alla vita dal 17 al 22 Agosto.
Ovviamente l'incontro è per femmine e maschi !
La settimana ha un sapore particolare perchè ti viene data la possibilità di trascorrere questo tempo nei luoghi di S. Francesco a pochi metri dalla sua tomba, nel posto dove vissero i primi frati francescani.
Una settimana di spiritualità e conoscenza della voce di Dio che parla soltanto per la tua Gioia!
Accanto a te ci saranno frati e suore pronti ad ascoltarti e camminare insieme con te,
In questi giorni da sfondo farà l'icona dei discepoli di Emmaus (Lc 25, 23-35) dove è il Maestro a mettersi in cammino con i discepoli increduli e zoppicanti.
Insomma, una gran bella proposta !!!
Se hai dai 18 ai 28 anni questi giorni sono pensati proprio per te, specialmente se stai cercando una bussola per la tua vita! Mettiti in cammino con frate Francesco d'Assisi.
Qui puoi dare un'occhiata al programma...



Programma


Lunedì 17 agosto
Dalle 15.00 arrivi e sistemazione.
17.30:       Ci presentiamo.
18.30:       Preghiera dei Vespri.
19.30:       Cena.
21.00:       Introduzione all’esperienza.

Martedì 18 agosto: “Incontri casuali”
08,00:       Lodi.
08,30:       Pellegrinaggio alla Rocca maggiore e alla piazza del Comune.
11,30:       Celebrazione Eucaristica.
13,00:       Pranzo.
15.30:       Riflessione per distinti gruppi.
17.00:       Silenzio e riflessione personale.
18.30:       Vespri con condivisione.
19.30:       Cena.
21.30:       Cineforum a tema.

Mercoledì 19 agosto: Tra sogni e realtà…
08.00:       Lodi.
08.30:       Pellegrinaggio a Spoleto.
11.30:       Celebrazione Eucaristica.
13.00:       Pranzo al sacco.
15.30:       Riflessione per distinti gruppi.
17.00:       Silenzio e riflessione personale.
18.30:       Vespri e condivisione.
19.30:       Cena e poi ritorno ad Assisi.

Giovedì 20 agosto: “Spiegò le Scritture…”
08.00:       Lodi
08.30:       Pellegrinaggio a S. Maria degli Angeli.
11.30:       Santa Messa dalle suore di Susa.
13.00:       Pranzo dalle suore di Susa.
15.30:       Riflessione per distinti gruppi.
17.00:       Silenzio e riflessione personale.
18.30:       Vespri e condivisione.
19.30:       Cena.
20.30:       Preghiera presso la tomba di S. Francesco.

Venerdì 21 agosto: “Entrò per rimanere…”

08.00:       Pellegrinaggio all’Eremo delle Carceri.
Lodi e a seguire momento di silenzio.
10.00:  Liturgia penitenziale.
13.00:  Pranzo.
15.30:  Riflessione per distinti gruppi.
17.00:   Silenzio e riflessione personale.
18.30:   Santa Messa con Vespri.
19.30:   Cena.
20.30:   Cammino vocazionale di san Francesco attraverso gli affreschi della Basilica Sup.
22.00:   Compieta con esposizione del Santissimo Sacramento. 

Sabato 22 agosto: “partirono senza indugio”

09.00:   Santa Messa a S. Maria Maggiore.
10.30:   Tempo personale.
12.00:   Momento di condivisione
tra animatori (frati e suore).
12.45:   Pranzo con i frati del Sacro Convento
a seguire poi saluti e partenze…

Per partecipare puoi scrivere a: fr. Rocco Predoti: francescanicalabria@gmail.com oppure ci trovi su facebook: vocazione francescana. 
Puoi chiamare al Convento "S. Bernardino" ad Amantea: 0982/424379

fr. Rocco Predoti



lunedì 15 giugno 2015

Storia di una vocazione... fr. Peter si racconta

Pace e bene, sono fr. Peter Hrdy, ho 30 anni e vengo da Nitra, una città della Slovacchia, anche se dal 2010 faccio parte della Provincia Umbra dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali.

Fin da piccolo sono stato affascinato dal mondo della musica e, perciò, mentre frequentavo le scuole elementari e medie, contemporaneamente seguivo lezioni di canto e di violino nonché cantavo e suonavo nel coro della mia parrocchia.
Dopo aver finito gli studi al liceo, decisi di frequentare l’Accademia di Musica di Bratislava dove ho studiato per cinque anni canto lirico. Durante il 2007, ultimo anno dei miei studi, desiderando perfezionare il canto chiesi di fare un’esperienza all'estero e mi consigliarono di andare in Italia. Mi piaceva molto il canto e avevo un desiderio di fare qualcosa di grande e di realizzarmi pianamente.

Fu così che sono arrivato a Perugia, dove fin da subito ho trovato un ambiente favorevole per sviluppare i miei doni, inoltre i ragazzi della GiFra mi hanno accolto ed aiutato ad ambientarmi. In particolare c’è stato uno di loro che mi ha invitato a partecipare ad alcune catechesi tenutesi presso i frati minori conventuali di Perugia.
Durante questi incontri, sentivo che il mio cuore si riempiva di gioia ogni volta che si parlava del Signore e di san Francesco. Ci volle però qualche anno perché cominciassi ad interrogarmi e chiedermi se il Signore non mi stesse chiamando ad altro, così, nel 2010, iniziai un percorso di discernimento vocazionale.
Non è stato certo facile prendere la decisione finale ma il Signore mi ha sostenuto e mi ha donato la grazia con la quale ho trovato il coraggio di fidarmi di Lui.
Fu così che a novembre del 2010 sono entrato in postulato ad Osimo (primo passo della formazione religiosa) dove ho trascorso due anni e dove ho incontrato frati che mi hanno accolto con affetto e accompagnato con premura.
Alla fine del secondo anno del postulato ho chiesto di entrare in Noviziato ad Assisi. Durante questo anno di prova, vivendo nella comunità del Sacro Convento, ho potuto conoscere meglio San Francesco, la Regola dei Frati minori e sperimentare la vita fraterna. Ho vissuto dei momenti belli ma anche difficili, nei quali però il Signore non mi ha mai lasciato solo ed, anzi, mi ha aiutato tramite le persone dei formatori e dei fratelli.
E così che il 7 settembre 2013, dopo tre anni di attesa e di formazione iniziale, ho fatto la mia prima professione temporanea, in cui, mettendomi nelle mani del mio provinciale fr. Franco Buonamano, ho promesso pubblicamente a Dio di volerlo seguire in obbedienza, in castità e senza nulla di proprio.
Attualmente frequento il secondo anno all'Istituto Teologico di Assisi e comprendo come lo studio mi permetta di crescere per essere un migliore “strumento” nelle mani del Signore.

E’, infatti, nel mettermi al servizio di Dio e nell'amore fraterno che sto trovando il senso pieno della mia vita, sentendo in me sempre più forte questo richiamo a condividerla con gli altri senza paura!  
fr. Peter Hrdy

mercoledì 6 maggio 2015

Farsi frate come Francesco - 5. Il nuovo Padre


Il Padre ama e chiama
Nel Vangelo di oggi Giovedì della V settimana di Pasqua, Gesù ci chiama a rimanere nel suo amore, ad abitare nel suo cuore che si fa casa per tutti noi. La casa del suo cuore è anche la casa del Padre, quella casa che ha le porte sempre aperte da dove esce il Padre che continuamente corre incontro a noi.
Gesù ci chiama innanzitutto a lasciarci abbracciare dall’amore tenero di questo Padre, come ha chiamato il giovane Francesco a lasciarci abbracciare dall’amore del Padre.
Nella raffigurazione di Giotto vediamo che Francesco, ormai deciso a iniziare una vita nuova, inizia proprio lasciandosi avvolgere da questo amore raffigurato dal simbolo del mantello del Vescovo.
Sappiamo dal racconto della vita che il giovane Francesco fu condotto dinanzi al Vescovo di Assisi dal padre Pietro di Bernardone vedendo che lui non voleva ritornare allo stile di vita precedente, «Giunto alla presenza del Vescovo, non sopporta indugio o esitazione; non aspetta ne fa parole; ma immediatamente, depone tutti i vestiti e li restituisce al padre. Poi, inebriato da ammirabile fervore di spirito, depose anche i vestiti interni e si denudò totalmente davanti a tutti dicendo: “Finora ho chiamato te, mio padre sulla terra; d’ora in poi posso dire con tutta sicurezza: Padre Nostro, che sei nei cieli, perché in Lui ho riposto ogni mio tesoro e ho collocato tutta la mia fiducia e speranza”. Il Vescovo, vedendo questo subito si alzò, lo prese piangendo tra le sue braccia e pietoso lo ricoprì con il suo stesso mantello».
Francesco capisce di avere un Padre nel cielo che lo chiama a progetti molto più grandi di quelli che poteva svolgere nella bottega paterna.
L’Amore del padre lo avvolge. Nell’antichità avvolgere con il mantello significa dichiarare amore ad una persona amata. Il Padre celeste tramite li mantello del Vescovo dichiara a Francesco che lo ama totalmente e gli prepara una nuova casa e una nuova famiglia. Giotto raffigura bene questo, ponendo Francesco dentro una nuova casa (sullo sfondo) ed dentro una nuova famiglia con un nuovo padre (Vescovo). Questa nuova vita è separata dalla vecchia famiglia con la striscia di blu che c’è in mezzo. Il blu indica che c’è una grande distanza, Francesco ora segue Cristo e non vuole tornare indietro. Il suo volto ora è totalmente proteso verso l'alto. L’Amore conosce solo una direzione: Avanti!!!

                                                                                     Fr. Rocco Predoti

martedì 5 maggio 2015

Diventare frate.... in Calabria. Si può???

Diventare frate.... cosa fare???

Questa domanda è spesso rivolta, l'abbiamo rivolta noi frati quando abbiamo iniziato il cammino, un gran bel cammino fino a diventare frati e poi vivere da fratelli nella fraternità fatta dallo stesso San Francesco d'Assisi.
Per diventare frate francescano non servono requisiti particolari o titoli di studio ma serve un cuore che si lasci toccare e chiamare da Gesù.
Un cuore buono innanzitutto, Che sappia riconoscere che attorno a sè ci sono persone da volere bene ed attraverso questa passione per gli altri Gesù ti chiama. Francesco è stato chiamato da Gesù quando si è accorto che attorno a sè c'erano dei poveri.
In Calabria i poveri sono tanti e le povertà sono tantissime e lì Gesù passa e chiama. Nelle nostre strade sono tanti gli emarginati, le vittime di ingiustizia, i disoccupati, i bambini senza educazione reclutati dalla ndrangheta. Perciò tanti come Francesco possono dire a Gesù: "Eccomi, manda me"!!! Curare e fasciare le ferite e riparare la sua casa che in ogni epoca ha le sue ferite.

Noi Frati Minori Conventuali accogliamo quanti desiderano ascoltare meglio la chiamata del Signore. Siamo pronti ad ascoltare e guardare insieme la chiamata che Gesù ha posto nel tuo cuore.
Nel Convento di Amantea troverai frati che vivono in semplicità la vita francescana ed offrono il cuore e le braccia alla gente per raccontare quanto è bella la vita con Gesù.

Se vuoi scriverci ecco la mail: francescanicalabria@gmail.com.



lunedì 4 maggio 2015

Farsi frate come Francesco - 4


Và e ripara la mia casa

Continuiamo a scoprire la chiamata vocazionale del giovane Francesco. Ormai Gesù era entrato nel suo cuore e gli stava mettendo il desiderio di essere grande però ancora doveva mostrargli cosa dovesse fare. Era un po’ confuso Francesco ed inizia a fare diverse piccole esperienze che gli fanno intuire la bellezza di stare vicino ai poveri, agli ammalati e quanto povera fosse invece la ricca vita che stava conducendo.
Ascoltiamo il racconto: «Un giorno era uscito nella campagna per meditare. Trovandosi a passare vicino alla chiesa di San Damiano che minacciava rovina, vecchia com’era, spinto dall’impulso dello Spirito Santo, vi entrò per pregare. Pregando inginocchiato davanti all’immagine del Crocifisso si sentì invadere da una grande consolazione spirituale e, mentre fissava gli occhi pieni di lacrime nella croce del Signore, udì una voce scendere dalla croce: «Francesco và, e ripara la mia casa, che come vedi è tutta in rovina».
Questo racconto lo vediamo qui spiegato dai pennelli di Giotto. Francesco entra in questa Chiesa in rovina e finalmente per la prima volta negli affreschi il giovane ha lo sguardo in alto. In questa Chiesa rovinata Francesco alza lo sguardo, non ha paura delle macerie ma guarda Gesù e Gesù guarda lui.
Francesco è chiamato ad aggiustare quella chiesa a rimboccarsi le maniche per aiutare le pietre più rovinate, cioè le persone più abbandonate, più povere.
Gesù grida il nome di Francesco e gli chiede di andare…
Anche tu che stai leggendo “và” senza pauraverso le persone più abbandonate, “và” con il coraggio dello Spirito, “và” pieno dell’Amore di Dio verso coloro che non sono voluti più da nessuno. Questa è la vocazione di ogni frate: andare verso tutti e riparare ciò che in ogni persona rischia di cadere.


Fr. Rocco Predoti

domenica 3 maggio 2015

Che fare della mia vita? - la vocazione di Don Pino Puglisi

"Chiediamo a chi ci ostacola
di riappropriarsi dell'umanità"

Don Giuseppe Puglisi è stato il primo prete ucciso dalla mafia a causa della sua fede, il 15 Settembre 1993. Era Parroco di Brancaccio, un quartiere alla periferia di Palermo. Era nato lì e conosceva l'oppressione della Mafia sulla povera gente e la sua influenza sulla vita della gente.
Non scelse solo di denunciare dal pulpito ma scelse di strappare i figli dei mafiosi al destino dei loro padri: la galera o la morte.
Non voleva che diventassero "uomini d'onore" ma uomini educati al rispetto degli altri, all'amore bello per le loro spose e i loro figli.
Era un sacerdote pieno di Cristo che trasmetteva anche ai suoi amici e ne aveva tanti. Di loro scriveva: "Gli amici sono fatti per essere un Noi, ma nello stesso tempo sono chiamato a vivere ciascuno la propria identità. L'amicizia fa toccare in qualche modo il nucleo di sè stessi ed aiuta a dare risposte eterne".
Il Pensiero di Don Pino era fisso sempre sul Vangelo, su Cristo e non poteva permettere che i mafiosi togliessero la libertà di pensiero e di Amore che Gesù aveva regalato a tutti.
Dopo aver ricevuto alcune minacce chiedeva che i mafiosi si convertissero ed aiutassero ad ottenere ciò che è indispensabile per i più poveri e la libertà di tutti.
Sapeva di poter morire ma il martirio sull'esempio di Cristo ha potenziato il suo amore verso la sua gente.
Il suo esempio ci fa chiedere: Che fare della mia vita?
In un mondo dove ognuno cerca solo la felicità per se stessi Don Pino ci dice che è possibile regalare la sua vita agli altri seguendo Gesù. Anche Lui come San Francesco ha venduto tutto ed ha seguito Gesù. Grazie alla vocazione di Don Pino la mafia è più debole e molta gente vive in libertà.
In una terra come la Calabria l'esempio di Don Pino ci dice che sconfiggere la mafia si può. Insieme con Gesù e la libertà che ci vuole regalare.

fr. Rocco Predoti

giovedì 30 aprile 2015

Perchè ti sei fatto frate?

Perchè ti sei fatto frate?
è la domanda che noi frati ci sentiamo rivolgerci quasi ogni giorno dalla gente che ci avvicina per strada, sul treno, in stazione. Perchè oggi un giovane sceglie di entrare in convento? Perchè questa controtendenza?
Certamente l'iniziativa è sempre di Dio. E' Lui che sceglie un ragazzo o una ragazza ed inizia a mettere nel cuore come un piccolo seme: il desiderio di Dio. Gesù si avvicina alla vita di qualcuno e gli dice: Segumi!!! Ma dove seguirlo? Come seguirlo?
Inizia una fase della vita che si chiama "Discernimento" e la persona chiamata si affida a delle persone che la sanno consigliare. Cosa buona è che sia il Parroco o un frate che abita vicino l'ambiente che si frequenta in modo che aiuti a capire dove il Signore sta chiamando; così ha fatto il giovane Francesco quando si è fatto spiegare dal suo Parroco alla Porziuncola il brano di Luca "Se vuoi essere perfetto và, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi" (Lc 18, 22).
Non avere paura!!! Lascia che Dio ti chiami e ti chieda di andare controcorrente, ti chieda di sfidare le scelte di luoghi comuni e prendere in mano la tua vita... Scegli in grande!!! Guarda in Alto!!!

martedì 28 aprile 2015

Farsi frate come Francesco d'Assisi - 3

Ascoltare la voce di Dio nel cuore

«La notte, mentre dormiva, la Bontà di Dio gli fece vedere un palazzo grande e bello, pieno di armi contrassegnate con la croce di Cristo, per dimostrargli in forma visiva come la misericordia da lui usata verso il cavaliere povero per amore del Sommo Re, stava per essere ricambiata con una ricompensa impareggiabile».
Avevamo lasciato Francesco mentre donava il suo mantello ad un cavaliere, aveva capito che dare qualcosa di sé a chi gli stava accanto valeva molto per la sua vita e Dio voleva ricompensarlo. Gli fa vedere un palazzo pieno di armi. Il sogno della sua vita sta per realizzarsi. Ascoltiamo cosa risponde, proprio come te: «Domandò a chi appartenessero quelle armi e una voce dal cielo gli assicurò che erano sue tutte sue e dei suoi cavalieri.»

Il giovane Francesco non capisce subito questo messaggio e pensa fosse un incoraggiamento a seguire il suo ideale insieme ai suoi amici. Ma Gesù stava lavorando dentro di lui, pian piano e quel sogno si rivelerà più avanti…..
TO BE CONTINUED...

lunedì 27 aprile 2015

Preghiera della Mamma per la vocazione

                        Signore, mio figlio è “Frate Francescano
”
Prima ancora che egli nascesse Tu già sapevi che si sarebbe      consacrato a Te.

     Ti ha offerto la sua voce
dolce e suadente, le sue mani pure e benedicenti, il suo volto sereno che infonde speranza.

      Accogli Signore la mia
Preghiera e fa’ che lui possa
Trasfondere, sempre in tutti coloro
Che incontrerà,la luce e la serenità
Che sono forza e fede in Te, nostro
Dio e nostro Padre.

       Fa o Signore che la sua parola sia Amore vivo e vero, che
egli sia Pane sull’Altare nel
l’Eucarestia, che egli doni se stesso come acqua limpida nel Sacramento del
Battesimo e del Perdono.

       Sia benedizione per le famiglie che avvicinerà.
       Fa o Signore che semini copiosamente, qui o in terre lontane,
nei bimbi, nei giovani che vogliono conoscere la loro strada, in tutti, fratelli e sorelle la bontà del suo cuore come sempre ha fatto.
        Fa che io mi senta sempre a lui  vicina, con il sostegno della preghiera: nel Calice e nell’Ostia, da oggi e per
l’Eternità. Rendilo Signore perseverante
       e degno di essere Tuo Sacerdote. Ti prego ascolta è la preghiere di una
                   MAMMA