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sabato 15 settembre 2018

Non sia mai...caro Gesù

Risultati immagini per clericalismoMa insomma, cosa ti ho fatto?
Mi chiedi chi sei tu per me, caro Gesù, e ti rispondo che tu sei il Messia. Mi fai i complimenti, ci ho azzeccato. ma insomma, un Messia non può soffrire. è inaccettabile che colui nel quale ho riposto i miei desideri, le mie aspettative usi una logica per me incomprensibile.
Perchè ti arrabbi, caro Gesù, è ovvio che io dica nonsiamai al dolore, al disprezzo. Ovunque sentiamo parlare di lotta ai diritti di qualsiasi genere e tu mi rimproveri solo perchè io rivendico il diritto che il Messia non debba soffrire.
Ma si, in fondo è tanto migliore vivere direttamente la Gloria della pasqua. Una marea di "like" che il mondo ti può riconoscere. In fondo la riconoscenza ci gusta a tutti quanti. Già, perchè essere uomini di Chiesa che ci stacchiamo come navicelle spaziali dal pianeta terra per vivere nell'iperuranio clericale è molto bello. Vieni anche tu Gesù con noi. Lascia stare la croce, al massimo puoi fare il crucifero ad una celebrazione solenne. Ma la croce di cui parli tu...quella no. Vieni anche tu a dimenticarti del mondo e guardiamolo da lontano, giudichiamolo secondo la nostra prospettiva. La prospettiva dei santi, dei posti privilegiati, guarda..ci siamo ritagliati una santità a modo nostro. Siamo i migliori, tutti ci riconoscono importanti, speciali, meritevoli di deroghe. Siamo i migliori rispetto gli altri miseri peccatori. 
Ma in fondo perchè c'è l'hai con me caro Gesù? chiedevo solo di essere cristiano ma tu mi vuoi discepolo. 
Mi sa che non ci siamo capiti... (considerazioni presso Cesarea di Filippo)
fr. Rocco Predoti

sabato 10 febbraio 2018

Se non abbracci... non credi!

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Se non abbracci... non credi. Non esiste vocazione, non esiste sequela di Cristo, non esiste atto di fede senza esser disposto a farti "infettare" dalla vita dell'altro. Certo, l'altro non piace quasi mai, non è mai attraente, fa sempre problema. Il lebbroso puzza, è malato, non può stare con gli altri, ormai non sa più stare con gli altri.
è un uomo solo, chiuso nella sua solitudine. La solitudine diventa l'unica compagna di viaggio e più c'è l'hai più lei vuole stare con te. La solitudine ti dà ragione, ti dà soddisfazione, ti rende bello ma ti lascia tremendamente solo.
Gesù si sporge oltre il limite del consueto, non vuole comprendere cosa abbia il lebbroso, non si mette ad inquadrare la vita di quell'uomo "solo" per tentare di capire quale fosse il suo problema. Gesù rompe il vetro della separazione, si lancia verso quella solitudine, tocca quello schifo che aveva quell'uomo. L'abbraccio lo guarisce, gli rompe la solitudine, lo tira fuori dal deserto che si era scavato attorno.
lasciamoci acchiappare dall'abbraccio di Gesù nonostante le schifezze che avvolgono la nostra vita, nonostante quell'errore così grande che ci tiene isolati, nonostante quella solitudine che ci porta lontani da tutti ed anche da Dio.
Solo se saremo capaci di abbracciare, di lasciarci coccolare dall'abbraccio dell'altro allora potremo portare agli altri la testimonianza di essere credenti. Essere frate non comporta portare un abito e ripetere abitudini sterili. Significa lasciarsi chiamare dall'abbraccio dell'altro, come l'abbraccio al lebbroso di Francesco. Questo abbraccio gli ha fatto gustare l'abbraccio che Cristo aveva riservato per lui. Ricordiamo che il mondo non ha bisogno di una tonaca ma ha bisogno di un abbraccio.
fr. Rocco Predoti ofm conv

domenica 4 febbraio 2018

Amico..prima che religioso

Religiosi - I Fratelli che bussano alla porta, padri francescani, cappuccini                        ...Esce dalla sinagoga e va in casa. Tra mura semplici dove l'affetto è l'unico rito e dove i riti servonoarafforzare gli affetti. Li nella casa Gesù si affida alla vita di quella famiglia, la famiglia di Pietro. Una famiglia segnata dal dolore, c'era un ammalata. Gesù non entra da santone, non è un punto di riferimento spirituale. Non porta un ruolo salutare oppure clericale. Gesù entra da amico. Lui è semplicemente un amico che entra in quella casa e da amico viene trattato. Non occorre rifugiarsi dietro l'ombra di un ruolo né tantomeno ripetere la propria funzione per poter essere riconosciuti. Gesù viene accolto per la relazione di amicizia tra sé e gli altri, amici prima che discepoli.
L'amicizia guarisce ogni sofferenza, allontana il male e la solitudine e per amicizia si serve con gioia. Accogliere l'altro in amicizia permette un servizio bello, leggero, come quello della suocera di Pietro.
Soffrire con un amico accanto allontana i fantasmi della solitudine, permette di alzarsi dal letto della disperazione, di compiere quel salto che il dolore ci viete tenendoci inchiodati.
Seguire Gesù equivale ad entrare nella casa degli altri, nel cuore di chi si incontra da amico prima che da frate nel suo ruolo, indossare il sorriso prima che una veste sacra, portare vicinanza prima che la borsetta con i "sacri attrezzi", aprirsi all'altro prima che chiudersi nel mantello dell'abito sacro.
Essere uomini dal cuore pacifico per portare la pace invitata da Frate Francesco: salutate dicendo "il Signore ti dia pace.


fr. Rocco Predoti  ofm conv

lunedì 26 ottobre 2015

Ci può essere cecità nella vocazione?

Caro amico,
ogni giorno ti alzi e trovi in te la forza ed il coraggio per affrontare le sfide di una nuova giornata. Devi affrontare la tua famiglia, la scuola, quelle amicizie così difficili da gestire, quella storia che non riesci a capire che piega sta prendendo, infatti siete usciti insieme qualche volta ma ancora non riesci ad acchiapparne il verso. E poi tutte quelle situazioni dalle quali preferisci scappare e startene da solo, cuore a cuore col tuo smartphone, apri whatzapp, due o tre smile, kiss ed il gioco è fatto! Fai vedere di esser tranquillo però in realtà ti porti tutto dentro. Fuori piove, tu sei nella tua camera e quella persona è online ma non scrive ed allora nemmeno in chat riesci a sembrare felice. Il futuro, che abbiamo celebrato lo scorso 21 ottobre, data di arrivo di Marty Mcfly nel nostro futuro, sembra più lontano, quasi irrealizzabile. L’unica alternativa è accendere GTA V e via, tutto sfogo e niente più pensieri.
La realtà non la vedi, non ti interessa più nulla.. insomma sei un piccolo CIECO 2.0.
Eppure qualcuno passa, è Gesù che si accorge di te, come si è accorto di Bartimeo, ascolta il tuo grido un po’ diverso che forse suona cosi: “Gesù voglio un pizzico di felicità”. Allora lui non fa chissà quale miracolo, ti manda semplicemente a chiamare. Allora qualcuno viene e ti dice: “Coraggio, alzati, ti chiama”. Alza gli occhi dallo smartphone, disconnettiti dalla chat, c’è Gesù stesso che ti sta contattando ed attende che tu visualizzi sul display della tua vita la chiamata ad essere felice. Lui è la luce che ti fa ritornare a vedere una famiglia che ti vuole bene, dei compagni di scuola che si fanno in quattro per te, quella persona che da tempo chiede un po’ di attenzione da te.
Mettiti online con la vita e c’è un messaggio per te: “Coraggio alzati, ti chiama, sii felice”. Bartimeo si è alzato ed ha seguito Gesù, ha capito che dietro a Lui c’è una gioia che nessuno può far arrendere, esattamente come Gioia di Inside up.  Noi Frati Minori Conventuali di S. Bernardino ad Amantea siamo sempre qui ad attenderti, ad ascoltare la tua vita ed aiutarti ad essere felice come S. Francesco d’Assisi. Ti possiamo aiutare a far luce nella tua vita, schiarendo la tua cecità con la luce di Cristo.
Questo è il nostro piccolo e grande aiuto per te, caro giovane di Calabria.


fr. Rocco Predoti 

lunedì 19 ottobre 2015

Oggi sarà richiesta la tua vita...

La mia vita dove deve andare, che strada prendere?
Quanto è forte questa domanda che spesso ci facciamo e quante volte rispondiamo con una risposta banale: fare ciò che mi piace.
Diciamo questo perchè pensiamo che la vita è mia e ne faccio quello che dico io... e stop.
Accumulo amicizie, soldi, esperienze che devo fare a tutti i costi. esattamente come l'uomo di cui parla Gesù nel Vangelo di oggi. Accumula tante cose per poter star in pace.
Aveva tutto quell'uomo ma non aveva la sua vita. Le nostre notti sfrecciano sulle strade, si srotolano in una disco, passano in un happy-hour ma... facciamo fatica a trovare la nostra vita.
Gesù offre quella possibilità di fare di tutte queste cose una vita realizzata, metterle in ordine non solo a te stesso, a soddisfare i tuoi capricci ma a costruire una vita che non sia in solitaria.
Fare della propria vita un dono, così come Gesù, fa si che non ci si lasci andare alla tristezza della solitudine, fà si che togliamo quelle cuffiette ed iniziamo ad ascoltare il mondo intero.
Francesco d'Assisi si era scocciato delle solite cose, delle smanie di avere e di avere solo per sè. La vita è un dono e Lui ha voluto cogliere ogni singolo istante per vivere felice. Francesco con la sua vocazione ha realizzato il suo progetto di felicità.
fr. Rocco Predoti

lunedì 5 ottobre 2015

La vita che seduce...

Credimi amore, il sole arde solo, per chi si sa scaldare, lasciati andare....

La frase più forte del testo, La vita che seduce dei Nomadi; ed è vero, che il sole arde per chi si sa scaldare. Tanti sono i soli che ardono nella nostra vita, ma il sole dell'amore è quello che tanto più arde quanto più ti sai scaldare.
Sabato scorso ho avuto la gioia di stare accanto a sei giovani frati che si sono lasciati scaldare dal sole dell'Amore di Dio. fr. Andrea, fr. Roberto, fr. Andrea, fr. Simone, fr. Antonio, fr. Andrea.
Già!!! sei giovani  accesi dall'amore di Dio che si lasciano andare ad un "Si" senza fine, fino alla morte. Belle e forti queste parole che risuonano nella Basilica di Sant'Antonio di Padova per ben sei volte..."prometto di vivere la Regola di San Francesco...fino alla morte".
Sei giovani del Nordi Italia che, nelle righe delle loro giornate di giovani come tanti, hanno saputo leggere gli appunti che Dio stava prendendo su di loro per una vocazione a seguirlo nella vita francescana. Non hanno mancato a dire di si al progetto d'amore di Dio e lasciarsi andare ad un cammino che li ha portati a viaggiare, incontrare luoghi, persone e volti. Volti che li hanno formati ad essere dei frati dal cuore forte e libero, volti che sono stati manifestazione del Volto di Cristo. Come Francesco d'Assisi che nel volto dei lebbrosi aveva scoperto il volto di Gesù anche loro si sono lasciati amare da questi volti.
Ora hanno aderito per tutta la vita con la professione solenne dei voti alla forma di vita proposta da San Francesco. Adesso come un fuoco d'artificio scoppiano per tutto il mondo per portare l'annuncio dell'amore misericordioso del Padre, essere messaggeri di letizia è la loro missione principale come una lampada che, consumandosi illuminano il mondo di gioia infinita.
E tu??? puoi dire il tuo "Si" alla proposta di Dio come questi sei giovani???
Se vuoi, contattaci al 0982/424379 oppure su: francescanicalabria@gmail.com

giovedì 24 settembre 2015

Perchè la vocazione francescana va di moda???

La vocazione francescana va di moda!!!
e già!, me lo sento dire da tanti. La forma di vita assunta da Francesco ancora oggi va di moda ed attira tanta gente al Vangelo.
La finestra aperta dal giovane di Assisi ancora continua a mandare aria fresca nella Chiesa e nel mondo e la vocazione francescana non sembra avvertire crisi vocazionale.
Forse perchè San Francesco è un santo che ha sempre amato l'autenticità e la genuinità nel vivere il Vangelo, ed esso è quella buona notizia che ancora oggi si scaglia contro quel grigiore delle nostre città ormai avvolte da un eterno ritorno nitzchiano.
Cos'è l'eterno ritorno nitzchiano? Un eterno girare e rigirare, perdere tempo dietro le solite attività per quali, a volte, spendiamo una vita. Studio, esami, sabato sera, shopping, saloni, vacanze e via si riparte, shopping in centro, disco, pub, studio, esami fino a ritrovarsi con ben poco in mano ed una vita consumata.
Il Vangelo offre di più, entra fin nelle viscere della tua vita e prende, il giovane invecchiato che sei e ti fa ridiventare persona nuova. Gesù Cristo ti tende la mano senza mai stancarsi.
Francesco diventa questa mano tesa a tutti, lui che continua oggi a cantare la bellezza del Vangelo in mezzo al grigio ed al brutto della vita, anzi prende il brutto delle povertà e lo fa diventare il bello dell'Amore.
In mezzo a tanta bruttura che ci circonda, che a volte copriamo coi luccichini stile mediaset trendy, Francesco ancora oggi ci invita a cantare la Bellezza, a prendere i pennelli della nostra vita ed iniziare a dipingere con ottimismo le tele delle nostre giornate.
perciò lasciamo che Francesco ci dica: "Il mio l'ho fatto, il vostro ve lo insegni Cristo"

fr. Rocco Predoti ofm conv

martedì 22 settembre 2015

Rispondere alla chiamata: "Eccomi!"

Eccomi!!!
Rispondere ad una proposta che giunge dall'interno del cuore di Cristo: "Seguimi".
Eccomi è sinonimo di esserci, non un "si" con tanti giri di parole ma un dire: ci sono qui per ciò che mi chiedi, qualunque cosa tu mi chieda, o Signore, io ci sono, eccomi!
Una risposta d'Amore ad una proposta d'amore. Questa è la risposta ad una vocazione. Camminare giorno dopo giorno ripetendosi: Eccomi!
Domenica 20 ho avuto la gioia immensa di essere ordinato diacono ad Amantea. Bello sentirsi chiamati innanzi al popolo dal Vescovo che dice: "scegliamo questo nostro fratello per l'ordine del diaconato" ed io che rispondo "Eccomi!".
Un eccomi ed un esserci giorno dopo giorno, come la goccia lenta che scende dal torchio e riempie di buon mosto la botte.
Non risposte avventate ed affrettate ma piccole decisioni giorno dopo giorno, pezzi di un cammino, pietre di una strada in salita, con diffcoltà e tornanti che sembra si torni indietro.
La vocazione è questa, piccole risposte giorno dopo giorno, come insegna San Francesco d'Assisi che ha fatto del suo essere misero e piccolo la risposta più grande che potesse dare: Io sono piccolo e misero ma...eccomi!
Caro Giovane, non lasciarti impaurire dal tuo essere "piccolo et misero", se Gesù chiama, basta che tu dica: ci sono, eccomi.
Noi frati francescani ti possiamo dare una mano per ascoltare meglio la chiamata del Signore sulla scia di San Francesco d'Assisi.
Puoi chiamarmi al 0982/424379 - Convento S. Bernardino, Amantea (CS)
oppure scrivermi a  a: francescanicalabria@gmail.com.

fr. Rocco Predoti 

sabato 29 agosto 2015

Senza paura, la risposta al senzo della vita...



Eccomi !!!! 
questa risposta hanno dato i 7 giovani ieri mattina quando venivano chiamati dal Ministro Provinciale dei frati.
Caro giovane che sei in ricerca della tua vita, ti posso raccontare come hanno risposto ieri questi 7 ragazzi alla loro ricerca: Eccomi!.
Un ECCOMI deciso, fermo, un atto di volontà. Non un semplice: Ah?? dici a me?? non so... ora vedo... Ma hanno risposto alla chiamata vocazionale, si sono buttati dentro un cammino di sequela che li cambia (in meglio!) e si sono buttati con tutta la loro vita.
Sette giovani tra i quali fr. Diego Canino, giovane di Catanzaro, hanno emesso la professione dei voti temporanei nella Basilica di Sant'Antonio a Padova.
La Professione dei voti temporanea è la conclusione dell'anno della prova o noviziato, un anno durante il quale si sperimenta più da vicino la chiamata vocazionale alla vita francescana, vivendo più intimamente con Dio e con i fratelli di cammino dentro una comunità di frati che accoglie e guida.
Al termine di questo anno si risponde di "SI" a questa chiamata, si mette a disposizione di Dio la propria vita con la consacrazione all'interno della famiglia fondata da S. Francesco d'Assisi.
Dopo aver imparato ad ascoltare Dio nella quiete, nel silenzio, distaccandosi dai vecchi ritimi che mettono solo confusione si affidano alla nuova fraternità affinchè la loro chiamata inizi a portare i primi frutti.
A te, caro giovane in ricerca di un senso alla tua vita, di un ritmo che picchiato sui tasti della tua vita produca una bellissima melodia, il consiglio di lasciarti interrogare dalla voce di Gesù che chiama ed ama. Questi giovani non sono stati delusi da Cristo che li ha chiamati perchè Cristo dona tutto e non toglie nulla. Non avere paura e lasciati chiamare da Gesù!!!
Noi frati siamo qui per incontrarti ed ascoltarti:

fr. Rocco Predoti - francescanicalabria@gmail.com


giovedì 20 agosto 2015

Farsi francescano per Amore...amare x amare

"L'Amore è sufficiente per se stesso, , piace per se stesso ed in ragione di sè. E' a se stesso merito e premio. L'amore non cerca ragioni, non cerca vantaggi all'infuori di sé."
Una piccola gemma ci viene regalata da S. Bernardo nei suoi "Discorsi sul Cantico dei cantici".
Tante volte si sente dire: "voglio farmi frate!!! voglio diventare frate!!! Mi sento chiamato!!!
Ma piace fare un'altra domanda: "Sei disposto ad innamorarti perdutamente di Gesù Cristo? Sei disposto a lasciarti amare senza alcun vantaggio? Sei disposto a voler camminare con le tue imperfezioni piuttosto che ambire alla perfezione? Sei disposto ad amare per amare soltanto per il piacere di amare e lasciarti amare da Dio?
Questa è la vocazione: la chiamata ad essere amati dal Padre che nulla ritira di quanto ha promesso: "avrete cento volte tanto e la vita eterna".
Allora, pensi che Gesù ti stia chiamando a seguirlo? Chiediti se sei disposto a lasciarti amare, senza pretendere da te la perfezione, ma Gesù ti ama e chiama da imperfetto; ti chiama perchè ti ama imperfetto cosi come sei.
Se vuoi metterti in ascolto di questo amore, della voce di Gesù che ti ama e ti chiama, puoi fare un'esperienza nello spirito di S. Francesco d'Assisi con noi frati a S. Bernardino ad Amantea (CS).
Siamo qui per accoglierti e farti vivere con noi alcuni momenti di preghiera, riflessione e conoscenza della vita francescana in questo luogo segnato dalla presenza dei primi frati mandati da S. Francesco in Calabria.
 Se vuoi!!! Puoi chiamarci e venire a trovarci per parlare e pregare insieme nella semplicità e letizia francescana.
fr. Rocco Predoti: 0982/424379 - e.mail: francescanicalabria@gmail.com.
facebook: vocazione francescana calabria




giovedì 13 agosto 2015

Solo l'Amore crea... quando l'assassinio di un frate diventa vita

"Solo l'Amore crea"; frase  di S. Massimiliano Kolbe che come motivo onnipresente ritorna spesso nella mente.
Frase bistrattata al punto che viene dimenticata, come le espressioni importanti ma ovvie. Eppure nella morte del Lager, l'Amore ha creato la vita ed il martirio. Due termini opposti ma i Cristo diventano sinonimi, il martirio è vita.
Bando ai storicismi, soffermiamoci un momento a pensare: dato che il nazismo non c'è più, come posso imitare S. Massimiliano Kolbe? Come posso essere uno spassionato amante di Cristo nel mio mondo?
Anche nel nostro mondo, l'amore crea, dove c'è solitudine l'amore crea, dove c'è depressione l'amore crea, dove c'è imperfezione l'amore crea, dove c'è distruzione (come a Rossano) l'amore crea, dove c'è ingiustizia l'amore crea, dove c'è rassegnazione l'amore crea, dove c'è ndrangheta l'amore crea, dove c'è sfiducia l'amore crea, dove c'è ecclesiasticismo l'amore crea, dove c'è disoccupazione l'amore crea, dove c'è rancore l'amore crea, dove manca la speranza l'amore crea.
Il nostro mondo è bisognoso di nuovi martiri, la nostra Europa, l'Italia, la nostra Calabria ha bisogno di nuovi martiri. Non di ecclesiastici che si assurgono a paradigmi di perfezione morale poveri di misericordia ma di uomini e donne disposti a creare la novità di Cristo in mezzo alla morte.
Questo era Kolbe, non un innalzatore di statuette dell'Immacolata ma un uomo capace di realizzare in sè quanto Cristo ha realizzato con la Pasqua: dalla Morte nasce la vita.
Nella nostra Calabria martoriata dalla ndrangheta e dalla rassegnazione, l'amore può creare spiragli di vita nuova.
Solo l'Amore crea!!!
fr. Rocco Predoti

domenica 2 agosto 2015

Perdono d'Assisi, proposta di tenerezza.

Perdonare con Misericordia... la condizione che emerge da questa festa francescana, dal ripetersi annuale del desiderio di S. Francesco di mandarci tutti in Paradiso.
Perchè il paradiso è la condizione di sublime gioia per ogni uomo, la condizione di stare stretti nell'abbraccio del Padre che non sta lì ad attendere ma viene verso di noi, anzi corre.
Dio Padre non sta con le mani in mano, il nostro peccato lo scuote, lo rende inquieto (strano a dirsi)... perchè ci ama. Allora viene incontro a noi. Gesù Cristo è il volto del Padre che corre incontro a noi, in Gesù la vicinanza con Dio si fa intimità. perciò con Gesù non ci può essere condanna ma solo amore... amore misericordioso, amore tenero, amore viscerale, cioè che non rende tranquilli.
Frate francesco ha capito e vissuto questo amore intimo e dolce e non ha voluto tenerlo per sè, lo ha annunciato, raccontato, urlato al mondo.
La festa del Perdono ci immette dentro questo vortice d'amore, come Francesco sulla Verna ci proietta lì, sulla Croce a cogliere l'Amore donato da Cristo per mezzo della Riconciliazione.
Già, la Confessione è riconciliazione, totale iniziativa di Dio a voler far pace; Dio Padre che dice. "vieni, gusta della croce, assaggia il gusto della pace tra me e te".
Nella confessione non c'è giudizio, rimprovero o pettegolezzo; c'è riconciliazione, pace tra noi e Dio Padre. Nella confessione c'è l'abbraccio tra il Padre e noi, figli nel Figlio Gesù.
Accogliamo questo dono che Francesco ha voluto spargere a piene mani, visitiamo una chiesa parrocchiale che ci unisce alla chiesetta della porziuncola, accostiamoci alla Confessione per gustare la Misericordia tenera del Padre e recitiamo un Pater, Ave e Gloria per essere vicini a Papa Francesco. Queste le condizioni gratuite per l'Indulgenza del Perdono d'Assisi, questo il nostro Si alla proposta misericordiosa di Frate Francesco.
Ad Amantea, nella cornice del Chiostro, ieri sera 1 Agosto abbiamo vissuto questo momento di grazia e di festa. Commuovente vedere tanta gente accostarsi alla confessione nel posto dove vengono accolti i giovani della Calabria che iniziano un discernimento vocazionale alla vita francescana. Ognuno, in questo chiostro si ritrova ad accogliere l'invito di frate Francesco: "riponi la tua fiducia in Cristo".




fr. Rocco Predoti

sabato 13 giugno 2015

La vocazione è un sogno, sii sognatore come Antonio!!!

800 anni non bastano a cancellare il ricordo di un grande giovane: Antonio da Padova. Oggi dovunque è celebrato e la sua memoria è sempre più viva ed attuale.
La sua vocazione è una grande vocazione, lascia la carriera ecclesiastica per seguire Gesù nella famiglia francescana. Un giovane che rinunzia ai suoi sogno per far parte di un sogno più grande. Antonio diventa un Sognatore dalle larghe prospettive, non cammina su una strada già percorsa ma desidera qualcosa di nuovo e di grande. La strada della carriera ecclesiastica già è percorsa da tanti che gareggiano, i primi posti sono voluti già da tanti: Antonio desidera la grandezza.
Ogni vocazione è un sognare in grande, insieme a Colui che sogna grandezze per noi. Il nostro desiderio di felicità si incontra, si abbraccia e si fonde con quello di Dio Padre. Questo Papà che ci vuole immensamente felici è stato raccontato a tutti da Antonio: ricchi e poveri.
Ognuno di noi nasconde un desiderio di grandezza, ognuno vuole sfondare nella vita, dare un calcio a quella porta che tanti ci chiudono in faccia. Antonio la sua porta l'ha sfondata insieme con Cristo. e tu? Cosa aspetti per aprire la porta della felicità, per sfondare nella vita e fare cose grandi?
Se vuoi parlare dei tuoi sogni, confrontarti, aprire la tua vita alla felicità, noi frati francescani siamo disposti ad ascoltarti.... francescanicalabria@gmail.com
fr. Rocco Predoti

giovedì 11 giugno 2015

Vocazione ad.... abbracciarsi

Il tempo della scuola è finito. Il tempo dove altri dicono cosa devi fare, cosa leggere, come devi stare è finito. Questo è il tempo di imparare l'arte della libertà. Non sprecare il tempo sapendo di essere libero. Il tempo libero è un dono da coltivare, una bellezza da sfruttare e non da far marcire su un divano accaldato. Non buttare il tuo tempo estivo davanti un televisore, davanti facebook o su whatsapp. Estate, tempo di gioiosa libertà per recuperare i rapporti in famiglia, che a volte escono stracciati dopo un inverno di non-incontro. Fermiamoci a tavola a guardare negli occhi i nostri genitori. L'estate offre anche questa occasione. Uscite e parlate faccia a faccia con i vostri amici. Sdoganate le vostre amicizie dalla chat ma vivetele in pieno al mare, in montagna, dinanzi ad una bella birra, senza abusare, perchè poi il divertimento diventa una scocciatura. Vivete con gioia questo tempo libero e gustate la bellezza di stare insieme. Emozionatevi dinanzi ad un alba, un tramonto, dinanzi allo spettacolo del mare. Innamoratevi in questa estate. Sopratutto gustate la bellezza del cuore che batte, gustate la bellezza di aspettare l'amata/o. Non vi rinchiudete nelle vostre camere, abbracciate la vostra mamma, il vostro papà, i vostri amici. Nell'abbraccio si coglie la bellezza di essere voluti bene. Nell'abbraccio si sperimenta la presenza di qualcuno che ti ama e la presenza di Dio, papà che ama come una mamma.
Non lasciatevi sfuggire le cose belle, perchè nelle cose belle si incontra Gesù, Lui che ha vissuto facendo cose belle insieme ai suoi amici.
fr. Rocco Predoti

lunedì 1 giugno 2015

Dio ha un progetto: Riportarci a Casa!

Avere la Casa del padre come meta della vita. Quest'idea sembra rimanere in noi frati minori conventuali di Calabria dopo la morte improvvisa di Padre Adolfo Della Torre, da anni al servizio della Basilica dell' Immacolata di Catanzaro.
Un frate semplice e buono, pronto ad accogliere tutti con atteggiamento genuinamente francescano; un uomo molto umano, sopratutto.
A quanti chiedevano non negava mai nulla ed in fraternità era sempre pronto a dare il suo contributo di onesta verità, il tutto con molta carità. Alla carità di Cristo tendeva e dal suo Amore si  lasciato guidare da sempre, anche quando ha scelto di venire in Calabria per trasmettere la gioia della vita francescana.
Ora ci rimangono le parole dell'ultima omelia: "Dio ha un progetto: riportarci tutti a casa!". Ieri, festa della Trinità, Padre Adolfo è tornato a Casa, invitato a sedersi al banchetto dell'Amore, alla mensa dove siedono il Padre, il Figlio e lo Spirito occupa ora quel quarto posto eternamente preparato per ciscuno di noi. A noi, frati che lo abbiamo conosciuto sembrano riecheggiare le parole di San Francesco: "La mia parte l'ho fatta, la vostra la insegni Cristo".
Forti del suo esempio proseguiamo il cammino in letizia francescana.
fr. Rocco Predoti

sabato 30 maggio 2015

Diventare frate, alla scuola della Trinità!

Vuoi capire qualcosa della tua vocazione? Guarda la Trinità. Domani la Chiesa la presenta nella festa domenicale. La Trinità è una scuola di amore, sempre aperta, sempre in movimento. Vedere come il Padre ama il Figlio ci lascia a bocca aperta. Vedere come il Figlio si lascia amare ci fa capire quante cose possiamo fare se ci lasciamo amare e chiamare da Dio. L'Amore di Dio ama e chiama perchè ci vuole con sè, sempre in movimento verso di Lui. Ci chiama all'amore perchè Dio è amore. Dio ci vuole con sè perchè Lui non è solo ma la sua vita è una danza di amore tra Padre e Figlio e Spirito Santo e noi non possiamo stare fuori da questa danza. Se non rispondiamo all'invito alla festa dell'amore allora cerceremo a vuoto la felicità. Dio ci vuole felici e ci chiama ad essere felici con gli altri e con Lui. Non si può essere felici da soli. La Trinità allora diventa il Maestro Migliore per capire la propria vocazione. Solo guardando la Trinità posso chiedere: voglio diventare frate per amare? voglio diventare frate per accogliere l'amore che mi viene dato? voglio diventare frate per essere sempre in uscita verso gli altri? Voglio diventare frate per servire e non per essere riverito? Voglio diventare frate per amare come la Trinità, passando per la croce oppure per fare l'ecclesiastico? la Trinità non era ecclesiastica ma dalla Trinità nasce la Chiesa del servizio, degli ultimi, degli amati e di quelli che amano.
Se vuoi essere amato ed amare allora sei sulla buona strada per seguire Gesù nella famiglia di San Francesco.
fr. Rocco Predoti

giovedì 28 maggio 2015

Coraggio! Qualcuno ti chiama!

"Coraggio! Alzati, ti chiama!". Ci vuole coraggio, ne serve per ascoltare la voce di Gesù. Tante volte siamo talmente ciechi che diventiamo anche sordi. Non abbiamo il coraggio di ascoltare e di farci chiamare da Gesù. Lui ci chiama e desidera la nostra felicità ma noi siamo con gli occhi chiusi, aspettiamo un Gesù su misura. Lui ci chiama perchè ci ascolta, ascolta il nostro desiderio di felicità.
Prima di seguire Gesù dobbiamo fare una sola cosa: alzarci dalle nostre vite piatte, sempre le stesse, legati alle solite abitudini che girano e rigirano su se stesse. Seduti ai bordi della nostra vita veniamo scomodati dalla sua chiamata, da qualcuno che si avvicina a noi, ciechi come il cieco Bartimeo e ci grida: "Coraggio! Alzati, ti chiama!".
fr. Rocco Predoti

mercoledì 13 maggio 2015

Storia di una vocazione... fr. Luca si racconta

Mi chiamo fra Luca, ho 26 anni e sono uno studente di teologia . Inizio subito con una piccola parentesi, dicendo che quando mi è stato chiesto di raccontare in un articolo il mio cammino vocazionale, ho pensato subito alla difficoltà di raccogliere in un paio di pagine la complessità di una storia in cui il protagonista non sono solo io, ma anche e specialmente Dio; questo perché tanti fattori entrano in gioco, primo fra tutti la paura di non riuscire ad esprimere in maniera profonda quegli eventi che hanno incredibilmente trasformato la mia vita. Ma veniamo al sodo: innanzitutto io provengo da una famiglia che mi ha assicurato fin da bambino una solida educazione cristiana, non fatta tanto di parole quanto di fatti concreti; è infatti dall’amore concreto tra i miei genitori che ho imparato cosa significhino parole come “gratuità”,”ascolto”e anche “sacrificio”. Dico questo, perché sono assolutamente convinto che le fondamenta della vita cristiana non si possano imparare in altro modo che facendone esperienza. Comunque sia dopo aver ricevuto i sacramenti della Comunione e della Cresima, come molti miei coetanei mi sono molto allontanato dalla Chiesa, anche se non ho mai chiuso completamente la porta né ad essa né a Gesù; i motivi di questa mia scelta erano principalmente due: la mancanza di una motivazione che mi spingesse ad approfondire la mia vocazione cristiana e il subentrare di altri interessi.


Cosi ho passato l’adolescenza vivacchiando, cioè senza fare specifici programmi o avere particolari obiettivi per il futuro, sforzandomi invece di riuscire nel miglior modo possibile in ogni mia attività quotidiana, che fosse la scuola o lo sport: ma questo non tanto per me, quanto per la mia famiglia, che molto si era spesa per la mia tranquillità; però ben presto ho cominciato a nutrire degli ideali personali troppo alti ed irreali e di conseguenza a soffrire quegli ambienti che frequentavo (scolastico, sportivo e degli amici) considerandoli superficiali e privi di valori e ai quali non riuscivo più ad adattarmi. In tal modo ho cominciato a chiudermi sempre di più, coltivando disprezzo verso chi non la pensava come me e provocando con questo comportamento molte sofferenze a me stesso e agli altri.
Con il passare del tempo la situazione è peggiorata sempre di più e se ci ripenso adesso solo un’ intervento esterno a me poteva aiutarmi ad uscirne e difatti cosi è stato: non un intervento qualsiasi però, ma quello potente e misericordioso di Dio. La modalità, se ci ripenso, mi sembra ancora oggi cosi ordinaria e allo stesso tempo cosi straordinaria: essa semplicemente consiste in un incontro assolutamente casuale con un frate che non conoscevo e che neanche avevo programmato di conoscere. Lo incontrai fuori da una vecchia ed isolata Chiesa in una fredda domenica dicembrina di qualche anno fa, mentre mi trovavo ad ammirare, con la tristezza nel cuore, un’incantevole paesaggio di montagna, quando all’improvviso una voce alle mie spalle mi invitò dolcemente a prendere qualcosa di caldo nella casa adiacente la Chiesa. Una volta all’interno una sua semplice domanda, del tipo “perché sei qui?”, mi scombussolò a tal punto da cambiare la mia vita: la mia risposta fu infatti una vera e propria esplosione, nella quale riversai tutto il dolore che portavo nel cuore e cosi confessandolo me ne liberai. Al dolore subentrò la gioia per un incontro che fu soprattutto l’Incontro (con la I maiuscola) con Dio, tanto che da li iniziò il mio cammino vocazionale, che mi portò a voler donare la vita proprio a quel Dio che si era presentato a me nella persona di un semplice frate.
 Cosi ho cominciato a compiere il percorso formativo, fatto anche di tante difficoltà, che mi ha portato in vari luoghi e ora che mi trovo ad Assisi, anch’io come frate, sono grato al Signore, perché mi da la possibilità di percorrere un tratto di strada nella terra dove è nato, vissuto e morto, il santo fondatore del mio ordine religioso, San Francesco, il quale prego che mi aiuti a  vivere la vocazione con la stessa coerenza e passione con cui l’ha vissuta lui, cosi da testimoniare ad ogni persona che la vera vita si ha solo in Gesù Cristo! 

fr. Luca Marcattili

domenica 10 maggio 2015

Quanto è bella la mamma....

Auguri a tutte le Mamme
Quanto è bella la mamma, la mano che accarezza la sua pancia piena di vita, le braccia che accolgono una nuova vita appena nata, mani che muovono una culla instancabilmente.
Quanto è bella la mamma, che guarda il proprio bimbo fare i primi movimenti, le prime parole, i primi passi verso una vita tutta sua.
Quant'è bella la mamma quando vede nel figlio non solo un essere umano fatto da lei ma una vita che è molto più grande di quella che si sta svolgendo nelle mura di casa.
Quanto è bella la mamma quando vede in quel figlio un grande dono di Dio, da custodire e rendere ancora più bello con il suo amore. Un figlio di Dio e della mamma, allora la mamma ama come ama Dio.
Quanto è bella la mamma quando piange per il figlio, quando spera che la sua vita non fallisca, che si alzi alto e fiorente nel prato della vita.
Quanto è bella la mamma quando aspetta la notte che ritorni il figlio e poi può iniziare a dormire.
Quanto è bella la mamma quando è l'unica che ritrova ad amare un figlio perso ed insultato dalla società.
Quanto è bella la mamma quando vede che la figlia sta diventando un'altra donna, bella e giovane, un fiore sbocciato alla vita.
Quanto è bella la mamma che accoglie la vocazione per il Signore di un figlio o una figlia e segue questo figlio con gioia e dedizione silenziosa.
Quanto è bella la mamma che accompagna il figlio o la figlia al matrimonio, pronti a formare una famiglia.
Quanto è bella la mamma quando diventa un albero silenzioso e nascosto al quale i figli come edere si avvinghiano per realizzare il progetto di una vita forte e bella.
Quanto è bella la mamma....
Auguri a tutte le mamme!!!

lunedì 4 maggio 2015

Farsi frate come Francesco - 4


Và e ripara la mia casa

Continuiamo a scoprire la chiamata vocazionale del giovane Francesco. Ormai Gesù era entrato nel suo cuore e gli stava mettendo il desiderio di essere grande però ancora doveva mostrargli cosa dovesse fare. Era un po’ confuso Francesco ed inizia a fare diverse piccole esperienze che gli fanno intuire la bellezza di stare vicino ai poveri, agli ammalati e quanto povera fosse invece la ricca vita che stava conducendo.
Ascoltiamo il racconto: «Un giorno era uscito nella campagna per meditare. Trovandosi a passare vicino alla chiesa di San Damiano che minacciava rovina, vecchia com’era, spinto dall’impulso dello Spirito Santo, vi entrò per pregare. Pregando inginocchiato davanti all’immagine del Crocifisso si sentì invadere da una grande consolazione spirituale e, mentre fissava gli occhi pieni di lacrime nella croce del Signore, udì una voce scendere dalla croce: «Francesco và, e ripara la mia casa, che come vedi è tutta in rovina».
Questo racconto lo vediamo qui spiegato dai pennelli di Giotto. Francesco entra in questa Chiesa in rovina e finalmente per la prima volta negli affreschi il giovane ha lo sguardo in alto. In questa Chiesa rovinata Francesco alza lo sguardo, non ha paura delle macerie ma guarda Gesù e Gesù guarda lui.
Francesco è chiamato ad aggiustare quella chiesa a rimboccarsi le maniche per aiutare le pietre più rovinate, cioè le persone più abbandonate, più povere.
Gesù grida il nome di Francesco e gli chiede di andare…
Anche tu che stai leggendo “và” senza pauraverso le persone più abbandonate, “và” con il coraggio dello Spirito, “và” pieno dell’Amore di Dio verso coloro che non sono voluti più da nessuno. Questa è la vocazione di ogni frate: andare verso tutti e riparare ciò che in ogni persona rischia di cadere.


Fr. Rocco Predoti