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martedì 20 marzo 2012

Semplicità di un frate, Amore Francescano.


«Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra Morte corporale…» (Cantico delle creature, v. 12).
 Il 17 marzo è tornato alla Casa del Padre Fr. Mario Brentazzoli  Frate Minore Conventuale all’età di 78 anni,
 Sacerdote della Custodia Provinciale «Ss. Daniele e Compagni Martiri» di Calabria 

Ecco alcune testimonianze e manifestazioni di affetto su Padre Mario giunte ai frati da parte di chi lo ha potuto conoscere più da vicino:

@Ricordo con grande affetto la figura del caro Padre Mario. Una persona dolce e simpatica. Ricordo ancora le sue melodie d'organo nella basilica dell'Immacolata. Possa dalla "pace dei beati" pregare per tutti noi.                                                Don Giovanni Scarpino, cancelliere vescovile

@ Uniti nella preghiera vogliamo esprimere tutta la nostra vicinanza alla Famiglia Francescana dei Frati Minori Conventuali della Calabria per la dipartita di Fr. Mario Brentazzoli. Il Signore Gesù l'accolga nella casa del Padre. Condoglianze da parte mia e del Consiglio regionale OFS di Calabria.
                                                                                                          Pietro Salerno, Ministro regionale OFS

@ Condoglianze! Lo conoscevo e lo apprezzavo nella sua semplicità. Non si era mai fermato neppure davanti a un muro; credeva che di là c'era ancora tanto spazio. Adesso ha conosciuto anche l'altro spazio che lo unisce ai più, specialmente all'ottimo fratello missionario Giuseppe che lo aveva preceduto. Pace, o anima benedetta! Sarò con voi spiritualmente unito nel giorno dei suoi funerali. Prego estenda ai confratelli della custodia. Aff.mo in San Francesco.        Fr Albert M Sammut OFMConv, Collegio Padri Penitenzieri Vaticani - 00120 Stato Città Vaticano

@ Conservo un ricordo indelebile di p. Mario. Sempre disponibile sempre allegro... ricordo il suo sorriso dolce quando mi chiedeva se avevo tempo per visitargli la gola dopo un giorno passato a cantare nel coro della chiesa... Quante volte l'ho visto in sella alla sua bici arrancare su per la salita che porta al sacro cuore... adesso, con un bel paio d'ali, sorvola il cielo... buon viaggio verso la casa del padre, nei suoi giardini meritato riposo... a cantare ancora l'Ave Maria.          Dott.ssa Teresa Cona

@ Siamo vicini a voi per la morte del nostro fratello Mario. Fraterne condoglianze e assicuriamo la preghiera. Ad Corpus Beati Francisci.               P. Giuseppe, custode

@ Io personalmente ho un dolce e tenero ricordo di Padre Mario.. mi dispiace molto per la sua scomparsa, a te e a tutta la Comunità Francescana un abbraccio.               Maria Conte

domenica 4 marzo 2012

Andate in tutto il mondo e…annunciate il Vangelo.


Tanto tempo è trascorso dal giorno in cui Gesù affidò tale compito ai suoi discepoli, ed oggi esso è quanto mai attuale.
Su quest’invito da allora son state attraversate frontiere, culture, nazioni, non c’è angolo  della terra che non abbia conosciuto l’annuncio della Buona Novella.
Si è sempre avuto a cuore di trasmettere quanto si è ricevuto ed anche frate Francesco avvertiva l’esigenza di trasmettere quel Vangelo che gli aveva trasformato la vita, mosso da ciò partì per le terre del Medioriente ed invitò i suoi frati a fare altrettanto.
Otto secoli che i frati francescani continuano l’ardente desiderio di Francesco di annunciare la bellezza del Vangelo ed ancora oggi attuano tale desiderio nelle  diverse missioni nei cinque continenti arricchendo le chiese locali con il carisma francescano conventuale, favorendo lo scambio tra le antiche e le nuove presenza dell’Ordine mediante un mutevole aiuto, incontrando Cristo nel volto di ogni persona.
Anche in Assisi, tra le diverse attività realizzate dai  frati, se pur in loco viene vissuta la missionarietà dal Centro Missionario che  si pone l’obiettivo di promuovere e far conoscere le opere missionarie dell’ Ordine ai pellegrini e turisti che transitano dinanzi alla nostra porta d’ingresso situata sulla via principale di Assisi ad opera dei chierici del Seminario “ Franciscanum”.
Per mezzo di stand, foto, oggetti provenienti dalle diverse terre di missione vengono illustrate le realtà missionarie, si collabora anche ad una raccolta fondi ma oltre a queste attività ne emerge un’altra molto importante strettamente legata con la promozione missionaria.
Oserei chiamarlo “Ascolto missionario”, ovvero accogliere l’esigenza di tante persone che, sostano presso il Centro per vedere la Mostra Missionaria, chiedono informazioni varie sulle missioni, sulla realtà dell’Ordine, sulla nostra identità da consacrati  e ci parlano dei loro dubbi, delle loro situazioni quotidiane, chiedono di essere semplicemente ascoltati, come un giorno piovoso di questo inverno, quando per le strade di Assisi non passava nessuno, entra nel Centro missionario una ragazza che, raccontando della sua vita, manifestava il desiderio di offrire la sua preparazione medica in terra dei missione a coloro che non hanno nulla e basta poco per renderli felici lamentando che la nostra gente  spesso soffre d’insoddisfazione riguardo alle cure mediche; in un pomeriggio piovoso abbiamo permesso al Vangelo di continuare la sua efficacia dando senso ad una persona che il senso della vita rischia di perderlo.
Allora mi accorgo di non essere troppo distante dall’attività dei nostri confratelli,  ci ritroviamo ad essere in contatto con gente sconosciuta ma che immediatamente diviene familiare, gente da ogni parte d’Italia e del Mondo con un movimento invertito rispetto ai missionari, ovvero è la gente che viene da noi, forse attratta da quel poco di semplicità in più che basta a renderci diversi da tutto ciò che circonda la vita quotidiana.
Gente assetata di verità, di giustizia, di pace ma soprattutto gente assetata di Dio che vede il nostro essere “segno” della sua presenza nel mondo ed ha esigenza di trovare nel nostro stile di vita, nel nostro carisma francescano  un rimando ad una realtà migliore e diversa da quella faticosa, apatica e quotidiana.
Essere missionari, se pur fermi ad attendere i pellegrini, ciò dimostra come la missionarietà vada ben oltre l’andare fisico, questo viveva già la Patrona delle Missioni Santa Teresina di Gesù monaca carmelitana che visse la sua missione nella piccola clausura di Lisieux.
Ecco in poche parole la sintesi non tanto di ciò che facciamo, ma di ciò che siamo, in quanto si fa ciò che si è, e noi siam ben contenti di essere “Ascoltatori Missionari”, testimoni del Vangelo, testimoni d’Amore .

Fr. Rocco Predoti
Fr. Anton Giulio Vacanti