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venerdì 21 settembre 2018

Se ti stai annoiando, gusta qualcosa di nuovo #gva2018


L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridono, persone in piedi
Se adesso ti stai annoiando, magari la scuola non ti da più gusto, quello che fai ti è pesante allora bisogna darsi una mossa. A che serve alzarsi per fare ciò che non piace, oppure lavorare per ciò che non appassiona?
Senza passione non c'è vita, senza gusto non c'è sapore in ciò che si fa. Facciamo le cose come gli sciocchi, tanto per farle, simili ad un software pre-impostato. Già, le macchine fanno bene le cose, realizzano tutto in base ad una programmazione ma...senza passione. Non ci provano gusto, imparano e realizzano ma senza assaporare la bellezza di poter scoprire, conoscere, realizzare qualcosa di nuovo.
Se vuoi dare un tocco di gusto alla vita, scoprire come altri giovani assaporano la bellezza di ciò che fanno, aggiungiti al "Giovani verso Assisi" dal 31 ottobre al 4 novembre. Puoi venire a conoscere tanti giovani d'Italia insieme a frati e suore e con loro scoprire la Sapienza di essere giovani con Francesco d'Assisi. "GUSTATE E VEDETE" è il titolo che si è dato per gustare in pieno la bontà di Dio che dà la possibilità di scoprire il gusto di vivere, ciò che può dar sapore a ciò che facciamo ogni giorno.
Se la tua vita non ti dà gusto, con Francesco d'Assisi puoi scoprire il bel sapore di tutto.
Se tu giovane desideri venire con altri giovani ad Assisi puoi contattare i frati: fraterocco2014@gmail.com... ti aspettiamo

sabato 10 febbraio 2018

Se non abbracci... non credi!

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Se non abbracci... non credi. Non esiste vocazione, non esiste sequela di Cristo, non esiste atto di fede senza esser disposto a farti "infettare" dalla vita dell'altro. Certo, l'altro non piace quasi mai, non è mai attraente, fa sempre problema. Il lebbroso puzza, è malato, non può stare con gli altri, ormai non sa più stare con gli altri.
è un uomo solo, chiuso nella sua solitudine. La solitudine diventa l'unica compagna di viaggio e più c'è l'hai più lei vuole stare con te. La solitudine ti dà ragione, ti dà soddisfazione, ti rende bello ma ti lascia tremendamente solo.
Gesù si sporge oltre il limite del consueto, non vuole comprendere cosa abbia il lebbroso, non si mette ad inquadrare la vita di quell'uomo "solo" per tentare di capire quale fosse il suo problema. Gesù rompe il vetro della separazione, si lancia verso quella solitudine, tocca quello schifo che aveva quell'uomo. L'abbraccio lo guarisce, gli rompe la solitudine, lo tira fuori dal deserto che si era scavato attorno.
lasciamoci acchiappare dall'abbraccio di Gesù nonostante le schifezze che avvolgono la nostra vita, nonostante quell'errore così grande che ci tiene isolati, nonostante quella solitudine che ci porta lontani da tutti ed anche da Dio.
Solo se saremo capaci di abbracciare, di lasciarci coccolare dall'abbraccio dell'altro allora potremo portare agli altri la testimonianza di essere credenti. Essere frate non comporta portare un abito e ripetere abitudini sterili. Significa lasciarsi chiamare dall'abbraccio dell'altro, come l'abbraccio al lebbroso di Francesco. Questo abbraccio gli ha fatto gustare l'abbraccio che Cristo aveva riservato per lui. Ricordiamo che il mondo non ha bisogno di una tonaca ma ha bisogno di un abbraccio.
fr. Rocco Predoti ofm conv

mercoledì 10 giugno 2015

Rotta vocazionale... Orientamento ad Assisi!!!



Ad Assisi si sta preparando un appuntamento pensato per Te che ti stai interrogando su cosa devi fare nella vita!
Se ti serve una bussola che orienti la rotta della tua vita verso una meta di felicità seguendo Gesù allora questa settimana sui luoghi di san Francesco è fatta per Te!
Se ti chiedi dove e come Gesù vuole che lo segui, se vuoi conoscere meglio la vita dei frati francescani o se vuoi approfondire la tua chiamata...
dal 17 al 22 Agosto ad Assisi ti aspettiamo per una settimana di orientamento vocazionale!!!
Ci saranno momenti di preghiera, meditazione e pellegrinaggi sui posti che hanno visto nascere e crescere la vocazione di San Francesco e Santa Chiara.
Diversi frati sono pronti ad accoglierti, ascoltarti e guidarti per realizzare il progetto che Dio ha pensato per te.
In attesa del programma definitivo puoi farci un pensiero su per una settimana di metàgosto "alternativa".
Metti in gioco il tuo cuore, come Francesco d'Assisi !!!
Per contattarci ed info puoi scrivere a: fr. Rocco: francescanicalabria@gmail.com.

giovedì 7 maggio 2015

I frati Minori Conventuali in Calabria

Dove siamo noi frati in Calabria?
I frati francescani in Calabria hanno una storia antichissima che risale allo stesso San Francesco quando nel Capitolo del 1221 (Il Capitolo è un raduno di tutti i frati che si fa periodicamente) da Assisi inviò frati perchè facessero conosce la famiglia francescana in tutta l'Italia.
Furono cinque i frati inviati ed uno di questi fr. Pietro Catin fu inviato in Calabria.
Attualmente la nostra famiglia francescana è presente in cinque punti della Calabria. A Castrovillari (Cs), ad Amantea (Cs), a Catanzaro, a Catanzaro lido ed a Palmi (Cs).

Cosa facciamo?
La vita dei frati ha un obiettivo principale: rendere lode a Dio per ciò che lui opera in noi. S. Francesco apre la sua Regola con le parole: "La vita dei frati minori è questa, osservare il Santo Vangelo". Questo i frati lo viviamo in fraternità, infatti la vita si svolge sempre insieme ad una fraternità, si vive insieme, si prega insieme e si lavora insieme.
Al mattino si inizia sempre con la preghiera mattutina per poi iniziare ognuno il proprio lavoro, che gran parte si svolge con la gente del posto. Incontri, direzione spirituale, assistenza agli ammalati, catechesi, confessioni, celebrazioni liturgiche.

Perchè io no?
S. Agostino dinanzi alle vite dei santi si chiedeva: "Perchè io no?". Stessa cosa fece S. Antonio di Padova quando vide i corpi dei frati che avevano dato la vita per Cristo in marocco. Si chiese: "Perchè io no?" e si mise a bussare alla porta dei frati a Coimbra e divenne il frate francescano più famoso.
In Calabria noi frati lavoriamo tanto ed il lavoro è molto grande, ma tutto questo lo facciamo con semplicità e quel pizzico di letizia che non guasta mai. Ogni mattina ci rimbocchiamo le maniche per stare con Cristo in mezzo alla gente. e Tu? Forse il Signore sta chiamando anche te come Antonio da Padova e come tutti noi, gente normale ma frati con S. Francesco. Ascolta la tua sete di autenticità perchè Cristo non toglie nulla ma dona tutto.


domenica 3 maggio 2015

Che fare della mia vita? - la vocazione di Don Pino Puglisi

"Chiediamo a chi ci ostacola
di riappropriarsi dell'umanità"

Don Giuseppe Puglisi è stato il primo prete ucciso dalla mafia a causa della sua fede, il 15 Settembre 1993. Era Parroco di Brancaccio, un quartiere alla periferia di Palermo. Era nato lì e conosceva l'oppressione della Mafia sulla povera gente e la sua influenza sulla vita della gente.
Non scelse solo di denunciare dal pulpito ma scelse di strappare i figli dei mafiosi al destino dei loro padri: la galera o la morte.
Non voleva che diventassero "uomini d'onore" ma uomini educati al rispetto degli altri, all'amore bello per le loro spose e i loro figli.
Era un sacerdote pieno di Cristo che trasmetteva anche ai suoi amici e ne aveva tanti. Di loro scriveva: "Gli amici sono fatti per essere un Noi, ma nello stesso tempo sono chiamato a vivere ciascuno la propria identità. L'amicizia fa toccare in qualche modo il nucleo di sè stessi ed aiuta a dare risposte eterne".
Il Pensiero di Don Pino era fisso sempre sul Vangelo, su Cristo e non poteva permettere che i mafiosi togliessero la libertà di pensiero e di Amore che Gesù aveva regalato a tutti.
Dopo aver ricevuto alcune minacce chiedeva che i mafiosi si convertissero ed aiutassero ad ottenere ciò che è indispensabile per i più poveri e la libertà di tutti.
Sapeva di poter morire ma il martirio sull'esempio di Cristo ha potenziato il suo amore verso la sua gente.
Il suo esempio ci fa chiedere: Che fare della mia vita?
In un mondo dove ognuno cerca solo la felicità per se stessi Don Pino ci dice che è possibile regalare la sua vita agli altri seguendo Gesù. Anche Lui come San Francesco ha venduto tutto ed ha seguito Gesù. Grazie alla vocazione di Don Pino la mafia è più debole e molta gente vive in libertà.
In una terra come la Calabria l'esempio di Don Pino ci dice che sconfiggere la mafia si può. Insieme con Gesù e la libertà che ci vuole regalare.

fr. Rocco Predoti