Visualizzazione post con etichetta frati assisi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta frati assisi. Mostra tutti i post

martedì 8 novembre 2016

SfAmati dall'Amore... "Giovani verso Assisi 2016"


Parole di una giovane calabrese sfamata dalla Dio-incidenza

Dovrei raccontarvi la mia esperienza al GVA; cercherò di essere breve, ma è necessario che faccia qualche passo indietro… Una Dio-incidenza (chi è stato al Convegno sa di cosa sto parlando, agli altri lo spiegherò dopo), mi ha fatto conoscere il GVA poco più di due anni fa, attraverso gli entusiasmanti racconti del mio vicino di posto durante un viaggio in autobus. Non è stato difficile travolgermi con quelle parole; per me che sono cresciuta con lo spirito francescano, la partecipazione ad un incontro regionale poco tempo dopo, è stata l’occasione per ritrovare la gioia di chi segue Cristo sulle orme di Francesco. I due anni che sono trascorsi non sono stati molto facili, sono una ventottenne laureata, semi-disoccupata, alle prese con le delusioni del mondo e alla ricerca dell’amore vero, quello con la A maiuscola. Una mattina di fine settembre Qualcuno dall’alto ha deciso che io quest’anno avrei dovuto partecipare al convegno. Non ci avevo pensato minimamente, anzi, non lo avevo programmato, visto che ahimè lo ammetto, cerco sempre di avere le cose sotto controllo, ma dopo aver detto a fra Rocco che mi sentivo giù per una serie di cose successe, mi sono trovata davanti ad un “Vieni, punto e basta”. Allora in quel momento ho smesso di programmare e mi sono sentita in dovere di rispondere sì a quella chiamata, perché era Dio che in mi stava dicendo che avrei dovuto fare quell’esperienza. Allora ho iniziato a fare il conto alla rovescia e neanche la preoccupazione per la terra che tremava ha fermato il mio andare incontro ai nuovi fratelli e sorelle che il Signore mi ha donato. Infatti non conoscevo nessuno prima di partire, ma ciò che ci accomunava non ha reso difficile l’instaurarsi di legami che sono sicura dureranno nel tempo. Dal tema del Convegno si evince subito l’argomento trattato; durante una testimonianza, ho capito che non era un caso che io mi trovassi lì, visto che ogni parola, ogni racconto sembravano fossero rivolti a me. Coincidenza? No, Dio-incidenza! Al convegno è uscito fuori questo neologismo, per indicare che ciò che accade nella nostra vita, se visto con gli occhi della fede, non è un caso, ma opera di Dio. È difficile spiegare ciò che accade dentro; chi parla ai giovani sa benissimo come smuovere ciò che di più intimo c’è nei cuori. Oggi ci sentiamo un po’ persi, abbiamo bisogno di certezze che il mondo non può darci e per noi credenti le cose a volte si complicano. Veniamo spesso giudicati da chi non vive un’esperienza di fede perché non ci basta l’effimero, ma siamo affamati di qualcosa in più. E chi può darci quel di più se non Colui che ci ama sopra ogni cosa, che ci lascia liberi e che ci accoglie così come siamo, con le nostre debolezze e le nostre mancanze? E’ così che anche noi dovremmo amare, in qualunque tipo di rapporto, dovremmo dare il nostro tutto e allora impareremo a gustare l’attesa dei tempi di Dio, che non corrispondono ai tempi dell’uomo. Le lacrime di tanti cuori liberati dall’angoscia che ho visto durante la liturgia penitenziale mi hanno fatto capire che non sono sola e che vale la pena continuare a lottare per difendere la bellezza della gioia di amare incondizionatamente. Un altro momento molto significativo è stata la condivisione della Parola. Ci è stato proposto il brano della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Gesù in quell’occasione sfama la folla, comportandosi come un padrone di casa che si prende cura dei suoi ospiti e preoccupandosi che ciò che avanza non vada perduto. In realtà la folla presente è sfamata non dal pane, pur essendo il cibo materiale necessario per il sostentamento, ma dal cibo spirituale che Egli offre alle loro vite; il pane avanzato è segno della sovrabbondanza della grazia di Dio in chi si affida a Lui e niente di ciò che si compie nel suo nome andrà perso, anche se si tarda a vederne i frutti. Una cosa che mi ha particolarmente colpita è la richiesta che Filippo fa a Gesù, ovvero domanda dove poter comprare il pane e con quali mezzi, quindi si pone il problema dal punto di vista umano. Eppure lo stava chiedendo a colui che avrebbe potuto sfamare la folla senza dover ricorrere ad alcun mezzo, invece Gesù si serve dei cinque pani e dei due pesci di un ragazzo presente, che si fida di lui, rischiando di perdere quel poco che possiede. Ed ecco allora il messaggio che mi rimane alla fine di questa esperienza: impareremo ad amare veramente quando impareremo a perdere ciò che abbiamo per “correre il rischio” di essere davvero felici e che il Signore può moltiplicare quello che abbiamo da offrirgli soltanto se gli apriamo il nostro cuore e decidiamo di fidarci di Lui


(Raffaella Mautone)

lunedì 26 ottobre 2015

Ci può essere cecità nella vocazione?

Caro amico,
ogni giorno ti alzi e trovi in te la forza ed il coraggio per affrontare le sfide di una nuova giornata. Devi affrontare la tua famiglia, la scuola, quelle amicizie così difficili da gestire, quella storia che non riesci a capire che piega sta prendendo, infatti siete usciti insieme qualche volta ma ancora non riesci ad acchiapparne il verso. E poi tutte quelle situazioni dalle quali preferisci scappare e startene da solo, cuore a cuore col tuo smartphone, apri whatzapp, due o tre smile, kiss ed il gioco è fatto! Fai vedere di esser tranquillo però in realtà ti porti tutto dentro. Fuori piove, tu sei nella tua camera e quella persona è online ma non scrive ed allora nemmeno in chat riesci a sembrare felice. Il futuro, che abbiamo celebrato lo scorso 21 ottobre, data di arrivo di Marty Mcfly nel nostro futuro, sembra più lontano, quasi irrealizzabile. L’unica alternativa è accendere GTA V e via, tutto sfogo e niente più pensieri.
La realtà non la vedi, non ti interessa più nulla.. insomma sei un piccolo CIECO 2.0.
Eppure qualcuno passa, è Gesù che si accorge di te, come si è accorto di Bartimeo, ascolta il tuo grido un po’ diverso che forse suona cosi: “Gesù voglio un pizzico di felicità”. Allora lui non fa chissà quale miracolo, ti manda semplicemente a chiamare. Allora qualcuno viene e ti dice: “Coraggio, alzati, ti chiama”. Alza gli occhi dallo smartphone, disconnettiti dalla chat, c’è Gesù stesso che ti sta contattando ed attende che tu visualizzi sul display della tua vita la chiamata ad essere felice. Lui è la luce che ti fa ritornare a vedere una famiglia che ti vuole bene, dei compagni di scuola che si fanno in quattro per te, quella persona che da tempo chiede un po’ di attenzione da te.
Mettiti online con la vita e c’è un messaggio per te: “Coraggio alzati, ti chiama, sii felice”. Bartimeo si è alzato ed ha seguito Gesù, ha capito che dietro a Lui c’è una gioia che nessuno può far arrendere, esattamente come Gioia di Inside up.  Noi Frati Minori Conventuali di S. Bernardino ad Amantea siamo sempre qui ad attenderti, ad ascoltare la tua vita ed aiutarti ad essere felice come S. Francesco d’Assisi. Ti possiamo aiutare a far luce nella tua vita, schiarendo la tua cecità con la luce di Cristo.
Questo è il nostro piccolo e grande aiuto per te, caro giovane di Calabria.


fr. Rocco Predoti 

giovedì 14 maggio 2015

Farsi frate come Francesco. 6 - Semplicità che scombussola

Francesco parte. Essere in perenne partenza è il modo semplice di vivere di frate Francesco. Non riesce a star fermo, non riesce a vivere sulla poltrona di casa sua, non riesce a non dire a tutti che Gesù gli sta cambiando la vita, che sta vivendo immerso dentro l’Amore infinito.
Soprattutto Francesco non vuole fare tutto ciò da solo, non vuole agire di testa sua. Dio vive intimamente con lui e lui vive intimamente insieme con i suoi frati.
I più intimi amici ora sono diventati i suoi fratelli, anzi i suoi frati. Si sentono amati e chiamati e non vogliono andare per il mondo ad annunziare il Vangelo senza approvazione del Papa.
Allora Francesco và, a Roma dal “Segnor papa” a chiedere il permesso di vivere il Vangelo con una semplice regola che consisteva di questi versetti del Vangelo: “Se vuoi essere perfetto, và, vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e poi vieni e seguimi; Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua; Se qualcuno vuol venire a me e non mi ama più del padre, della madre, della moglie e dei figli e dei suoi fratelli e anche della sua vita stessa non può essere mio discepolo; Chiunque avrà lasciato il padre, la madre, i fratelli, le sorelle, la moglie, i figli, le case, i campi per amore mio, riceverà il centuplo e possederà la vita eterna”. Dinanzi a queste semplici parole che costituiscono il cuore della vita francescana il papa concesse il suo permesso di andare per il mondo e la sua benedizione.
La semplicità di Francesco e la profondità della vita che vogliono vivere stupisce il papa e i suoi cardinali nell’affresco di Giotto, dove il piccolo Francesco si fa grande nel complesso dell’affresco.
La vita di Francesco stupisce la Chiesa intera ancora oggi e le parole del Vangelo oggi sembrano gridare al mondo che seguire Cristo è garanzia di felicità. Se vuoi essere felice, Francesco conosce il segreto della felicità.


fr. Rocco Predoti

martedì 12 maggio 2015

Farrsi frate come Francesco - 6. essere sostegno

Essere sostegno per i deboli

Francesco si lascia trasformare da Gesù. Il Vangelo che ascolta lo sta modellando pian piano ora che è libero da tutto e da tutti. Così veste un nuovo abito a forma di croce, cinto di una corda, per dimostrare che vuole agire come Cristo Crocifisso, cioè regalando la sua vita a tutta l’umanità. Sente di volersi donare a tutti. Altri amici suoi, per primo fu Bernardo, vedono il suo cambiamento e la sua felicità ed allora vogliono stare con lui: sono i primi frati che si aggiungono a Francesco. Il Signore non lo lascia da solo ma gli dà dei fratelli con i quali vivere felicemente insieme. La gioia è una grande cosa da condividere. La gioia che Cristo ci dà può sorreggere la Chiesa e darci forza a seguirlo nella sua volontà. Così Giotto descrive il sogno di Innocenzo III che vide il piccolo Francesco sorreggere con le spalle la Chiesa che stava cadendo.
Anche se siamo piccoli, se sembra che possiamo fare poco, Gesù ha bisogno delle nostre spalle per sorreggere la Chiesa laddove sembra che più stia cadendo: dove c’è ingiustizia, malavita, mancanza di libertà, ignoranza, tristezza. In quei posti le nostre spalle possono essere un appoggio sicuro per tante persone che stanno cadendo, esattamente come la Chiesa dell’affresco.
Diventare frati significa questo: dire a Gesù il proprio “eccomi”, come Francesco, per essere sostegno per tanti che sono deboli.


fr. Rocco Predoti

giovedì 7 maggio 2015

I frati Minori Conventuali in Calabria

Dove siamo noi frati in Calabria?
I frati francescani in Calabria hanno una storia antichissima che risale allo stesso San Francesco quando nel Capitolo del 1221 (Il Capitolo è un raduno di tutti i frati che si fa periodicamente) da Assisi inviò frati perchè facessero conosce la famiglia francescana in tutta l'Italia.
Furono cinque i frati inviati ed uno di questi fr. Pietro Catin fu inviato in Calabria.
Attualmente la nostra famiglia francescana è presente in cinque punti della Calabria. A Castrovillari (Cs), ad Amantea (Cs), a Catanzaro, a Catanzaro lido ed a Palmi (Cs).

Cosa facciamo?
La vita dei frati ha un obiettivo principale: rendere lode a Dio per ciò che lui opera in noi. S. Francesco apre la sua Regola con le parole: "La vita dei frati minori è questa, osservare il Santo Vangelo". Questo i frati lo viviamo in fraternità, infatti la vita si svolge sempre insieme ad una fraternità, si vive insieme, si prega insieme e si lavora insieme.
Al mattino si inizia sempre con la preghiera mattutina per poi iniziare ognuno il proprio lavoro, che gran parte si svolge con la gente del posto. Incontri, direzione spirituale, assistenza agli ammalati, catechesi, confessioni, celebrazioni liturgiche.

Perchè io no?
S. Agostino dinanzi alle vite dei santi si chiedeva: "Perchè io no?". Stessa cosa fece S. Antonio di Padova quando vide i corpi dei frati che avevano dato la vita per Cristo in marocco. Si chiese: "Perchè io no?" e si mise a bussare alla porta dei frati a Coimbra e divenne il frate francescano più famoso.
In Calabria noi frati lavoriamo tanto ed il lavoro è molto grande, ma tutto questo lo facciamo con semplicità e quel pizzico di letizia che non guasta mai. Ogni mattina ci rimbocchiamo le maniche per stare con Cristo in mezzo alla gente. e Tu? Forse il Signore sta chiamando anche te come Antonio da Padova e come tutti noi, gente normale ma frati con S. Francesco. Ascolta la tua sete di autenticità perchè Cristo non toglie nulla ma dona tutto.


domenica 26 aprile 2015

Frasi frate come Francesco - 2


Regalare qualcosa di sè
Il Giovane Francesco desiderava diventare un grande personaggio, compiere grandi opere. Francesco voleva diventare un cavaliere grande, nobile e famoso. Voleva essere come i grandi della storia, avere fama. Si chiedeva perché gli altri fossero famosi e lui no.
Mentre si impegnava a diventare un cavaliere famoso allo stesso tempo si accrogeva che altri accanto a lui erano tristi perché stavano fallendo nella loro vita. Francesco inizia a compiere dei strani gesti. Leggiamo cosa scriveva di lui Bonaventura nella biografia « Si procurò vestiti decorosi com’era sua abitudine. Una volta, incontrato un cavaliere, nobile ma povero e mal vestito, subito si spogliò e fece indossare i suoi vestiti all’altro. Così con un solo gesto, compì un duplice atto di pietà, poiché nascose la vergogna di un nobile cavaliere e alleviò la miseria di un povero».
Lui stesso scrive di sé nel suo Testamento: «mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro ed iniziai ad amarli».

Come scrive Papa Francesco, la vocazione è l’invito che Gesù fa ad ognuno di noi ad andare verso le persone che ci stanno accanto ed iniziare ad ascoltare la voce di Dio e la voce degli altri che chiedono al tuo cuore solo una cosa: Amore!!!

venerdì 24 aprile 2015

Duc in altum - Week end giovani ad Assisi

WEEK-END GIOVANI ADULTI
30 MAGGIO - 2 GIUGNO 2015

DUC IN ALTUM



PROGRAMMA:

Sabato 30 maggio:
15.00 Arrivi
18.00 Introduzione
19.00 Vespri

Domenica 31 maggio:
9.00 S. Messa in Basilica
Pellegrinaggio a San Damiano
Pranzo
Pomeriggio: Lectio Divina
18.00 Vespri in Basilica
19.30 Cena

Lunedì 1 giugno:
Lodi mattutine
Attività francescana in Assisi
Pranzo
Pomeriggio: attività francescana in Assisi
Cena

Martedì 2 giugno:
Lodi mattutine
Colazione
Pellegrinaggio al Vescovado
Pranzo
Partenze


NOTE LOGISTICHE
La proposta è rivolta a tutti coloro che hanno tra i 29 e i 35 anni; si svolgerà ad Assisi, ed è organizzata dal Centro Francescano Giovani Assisi, che si trova al Sacro Convento.
Le iscrizioni vanno fatte entro il 10 maggio 2015, o fino a esaurimenti posti. 
Posti disponibili: 65
Prossimamente verranno comunicati dettagli e altre indicazioni.
Per qualsiasi chiarimento e iscrizione, inviare un'email a: segreteria@giovaniversoassisi.it oppure a: francescanicalabria@gmail.com