martedì 12 maggio 2015

Prendi e parti per Assisi! "Duc in altum"


DUC IN ALTUM


Non attendere, prendi e parti per Assisi! Dal 30 Maggio al 2 Giugno 2015 l'occasione è buona, per sostare sui luoghi di Francesco con Francesco ed i suoi frati. L'occasione per condividere qualche giorno con i frati francescani in ascolto della voce di Gesù. Se hai tra i 29 ed i 35 anni quest'incontro è fatto per te...


PROGRAMMA:

Sabato 30 maggio:
15.00 Arrivi
18.00 Introduzione
19.00 Vespri

Domenica 31 maggio:
9.00 S. Messa in Basilica
Pellegrinaggio a San Damiano
Pranzo
Pomeriggio: Lectio Divina
18.00 Vespri in Basilica
19.30 Cena

Lunedì 1 giugno:
Lodi mattutine
Attività francescana in Assisi
Pranzo
Pomeriggio: attività francescana in Assisi
Cena

Martedì 2 giugno:
Lodi mattutine
Colazione
Pellegrinaggio al Vescovado
Pranzo
Partenze


NOTE LOGISTICHE
La proposta è rivolta a tutti coloro che hanno tra i 29 e i 35 anni; si svolgerà ad Assisi, ed è organizzata dal Centro Francescano Giovani Assisi, che si trova al Sacro Convento.
Le iscrizioni vanno fatte entro il 10 maggio 2015, o fino a esaurimenti posti. 
Posti disponibili: 65
Prossimamente verranno comunicati dettagli e altre indicazioni.
Per qualsiasi chiarimento e iscrizione, inviare un'email a: segreteria@giovaniversoassisi.it oppure a: francescanicalabria@gmail.com 

domenica 10 maggio 2015

Quanto è bella la mamma....

Auguri a tutte le Mamme
Quanto è bella la mamma, la mano che accarezza la sua pancia piena di vita, le braccia che accolgono una nuova vita appena nata, mani che muovono una culla instancabilmente.
Quanto è bella la mamma, che guarda il proprio bimbo fare i primi movimenti, le prime parole, i primi passi verso una vita tutta sua.
Quant'è bella la mamma quando vede nel figlio non solo un essere umano fatto da lei ma una vita che è molto più grande di quella che si sta svolgendo nelle mura di casa.
Quanto è bella la mamma quando vede in quel figlio un grande dono di Dio, da custodire e rendere ancora più bello con il suo amore. Un figlio di Dio e della mamma, allora la mamma ama come ama Dio.
Quanto è bella la mamma quando piange per il figlio, quando spera che la sua vita non fallisca, che si alzi alto e fiorente nel prato della vita.
Quanto è bella la mamma quando aspetta la notte che ritorni il figlio e poi può iniziare a dormire.
Quanto è bella la mamma quando è l'unica che ritrova ad amare un figlio perso ed insultato dalla società.
Quanto è bella la mamma quando vede che la figlia sta diventando un'altra donna, bella e giovane, un fiore sbocciato alla vita.
Quanto è bella la mamma che accoglie la vocazione per il Signore di un figlio o una figlia e segue questo figlio con gioia e dedizione silenziosa.
Quanto è bella la mamma che accompagna il figlio o la figlia al matrimonio, pronti a formare una famiglia.
Quanto è bella la mamma quando diventa un albero silenzioso e nascosto al quale i figli come edere si avvinghiano per realizzare il progetto di una vita forte e bella.
Quanto è bella la mamma....
Auguri a tutte le mamme!!!

giovedì 7 maggio 2015

I frati Minori Conventuali in Calabria

Dove siamo noi frati in Calabria?
I frati francescani in Calabria hanno una storia antichissima che risale allo stesso San Francesco quando nel Capitolo del 1221 (Il Capitolo è un raduno di tutti i frati che si fa periodicamente) da Assisi inviò frati perchè facessero conosce la famiglia francescana in tutta l'Italia.
Furono cinque i frati inviati ed uno di questi fr. Pietro Catin fu inviato in Calabria.
Attualmente la nostra famiglia francescana è presente in cinque punti della Calabria. A Castrovillari (Cs), ad Amantea (Cs), a Catanzaro, a Catanzaro lido ed a Palmi (Cs).

Cosa facciamo?
La vita dei frati ha un obiettivo principale: rendere lode a Dio per ciò che lui opera in noi. S. Francesco apre la sua Regola con le parole: "La vita dei frati minori è questa, osservare il Santo Vangelo". Questo i frati lo viviamo in fraternità, infatti la vita si svolge sempre insieme ad una fraternità, si vive insieme, si prega insieme e si lavora insieme.
Al mattino si inizia sempre con la preghiera mattutina per poi iniziare ognuno il proprio lavoro, che gran parte si svolge con la gente del posto. Incontri, direzione spirituale, assistenza agli ammalati, catechesi, confessioni, celebrazioni liturgiche.

Perchè io no?
S. Agostino dinanzi alle vite dei santi si chiedeva: "Perchè io no?". Stessa cosa fece S. Antonio di Padova quando vide i corpi dei frati che avevano dato la vita per Cristo in marocco. Si chiese: "Perchè io no?" e si mise a bussare alla porta dei frati a Coimbra e divenne il frate francescano più famoso.
In Calabria noi frati lavoriamo tanto ed il lavoro è molto grande, ma tutto questo lo facciamo con semplicità e quel pizzico di letizia che non guasta mai. Ogni mattina ci rimbocchiamo le maniche per stare con Cristo in mezzo alla gente. e Tu? Forse il Signore sta chiamando anche te come Antonio da Padova e come tutti noi, gente normale ma frati con S. Francesco. Ascolta la tua sete di autenticità perchè Cristo non toglie nulla ma dona tutto.


mercoledì 6 maggio 2015

Farsi frate come Francesco - 5. Il nuovo Padre


Il Padre ama e chiama
Nel Vangelo di oggi Giovedì della V settimana di Pasqua, Gesù ci chiama a rimanere nel suo amore, ad abitare nel suo cuore che si fa casa per tutti noi. La casa del suo cuore è anche la casa del Padre, quella casa che ha le porte sempre aperte da dove esce il Padre che continuamente corre incontro a noi.
Gesù ci chiama innanzitutto a lasciarci abbracciare dall’amore tenero di questo Padre, come ha chiamato il giovane Francesco a lasciarci abbracciare dall’amore del Padre.
Nella raffigurazione di Giotto vediamo che Francesco, ormai deciso a iniziare una vita nuova, inizia proprio lasciandosi avvolgere da questo amore raffigurato dal simbolo del mantello del Vescovo.
Sappiamo dal racconto della vita che il giovane Francesco fu condotto dinanzi al Vescovo di Assisi dal padre Pietro di Bernardone vedendo che lui non voleva ritornare allo stile di vita precedente, «Giunto alla presenza del Vescovo, non sopporta indugio o esitazione; non aspetta ne fa parole; ma immediatamente, depone tutti i vestiti e li restituisce al padre. Poi, inebriato da ammirabile fervore di spirito, depose anche i vestiti interni e si denudò totalmente davanti a tutti dicendo: “Finora ho chiamato te, mio padre sulla terra; d’ora in poi posso dire con tutta sicurezza: Padre Nostro, che sei nei cieli, perché in Lui ho riposto ogni mio tesoro e ho collocato tutta la mia fiducia e speranza”. Il Vescovo, vedendo questo subito si alzò, lo prese piangendo tra le sue braccia e pietoso lo ricoprì con il suo stesso mantello».
Francesco capisce di avere un Padre nel cielo che lo chiama a progetti molto più grandi di quelli che poteva svolgere nella bottega paterna.
L’Amore del padre lo avvolge. Nell’antichità avvolgere con il mantello significa dichiarare amore ad una persona amata. Il Padre celeste tramite li mantello del Vescovo dichiara a Francesco che lo ama totalmente e gli prepara una nuova casa e una nuova famiglia. Giotto raffigura bene questo, ponendo Francesco dentro una nuova casa (sullo sfondo) ed dentro una nuova famiglia con un nuovo padre (Vescovo). Questa nuova vita è separata dalla vecchia famiglia con la striscia di blu che c’è in mezzo. Il blu indica che c’è una grande distanza, Francesco ora segue Cristo e non vuole tornare indietro. Il suo volto ora è totalmente proteso verso l'alto. L’Amore conosce solo una direzione: Avanti!!!

                                                                                     Fr. Rocco Predoti

martedì 5 maggio 2015

Diventare frate.... in Calabria. Si può???

Diventare frate.... cosa fare???

Questa domanda è spesso rivolta, l'abbiamo rivolta noi frati quando abbiamo iniziato il cammino, un gran bel cammino fino a diventare frati e poi vivere da fratelli nella fraternità fatta dallo stesso San Francesco d'Assisi.
Per diventare frate francescano non servono requisiti particolari o titoli di studio ma serve un cuore che si lasci toccare e chiamare da Gesù.
Un cuore buono innanzitutto, Che sappia riconoscere che attorno a sè ci sono persone da volere bene ed attraverso questa passione per gli altri Gesù ti chiama. Francesco è stato chiamato da Gesù quando si è accorto che attorno a sè c'erano dei poveri.
In Calabria i poveri sono tanti e le povertà sono tantissime e lì Gesù passa e chiama. Nelle nostre strade sono tanti gli emarginati, le vittime di ingiustizia, i disoccupati, i bambini senza educazione reclutati dalla ndrangheta. Perciò tanti come Francesco possono dire a Gesù: "Eccomi, manda me"!!! Curare e fasciare le ferite e riparare la sua casa che in ogni epoca ha le sue ferite.

Noi Frati Minori Conventuali accogliamo quanti desiderano ascoltare meglio la chiamata del Signore. Siamo pronti ad ascoltare e guardare insieme la chiamata che Gesù ha posto nel tuo cuore.
Nel Convento di Amantea troverai frati che vivono in semplicità la vita francescana ed offrono il cuore e le braccia alla gente per raccontare quanto è bella la vita con Gesù.

Se vuoi scriverci ecco la mail: francescanicalabria@gmail.com.



lunedì 4 maggio 2015

Farsi frate come Francesco - 4


Và e ripara la mia casa

Continuiamo a scoprire la chiamata vocazionale del giovane Francesco. Ormai Gesù era entrato nel suo cuore e gli stava mettendo il desiderio di essere grande però ancora doveva mostrargli cosa dovesse fare. Era un po’ confuso Francesco ed inizia a fare diverse piccole esperienze che gli fanno intuire la bellezza di stare vicino ai poveri, agli ammalati e quanto povera fosse invece la ricca vita che stava conducendo.
Ascoltiamo il racconto: «Un giorno era uscito nella campagna per meditare. Trovandosi a passare vicino alla chiesa di San Damiano che minacciava rovina, vecchia com’era, spinto dall’impulso dello Spirito Santo, vi entrò per pregare. Pregando inginocchiato davanti all’immagine del Crocifisso si sentì invadere da una grande consolazione spirituale e, mentre fissava gli occhi pieni di lacrime nella croce del Signore, udì una voce scendere dalla croce: «Francesco và, e ripara la mia casa, che come vedi è tutta in rovina».
Questo racconto lo vediamo qui spiegato dai pennelli di Giotto. Francesco entra in questa Chiesa in rovina e finalmente per la prima volta negli affreschi il giovane ha lo sguardo in alto. In questa Chiesa rovinata Francesco alza lo sguardo, non ha paura delle macerie ma guarda Gesù e Gesù guarda lui.
Francesco è chiamato ad aggiustare quella chiesa a rimboccarsi le maniche per aiutare le pietre più rovinate, cioè le persone più abbandonate, più povere.
Gesù grida il nome di Francesco e gli chiede di andare…
Anche tu che stai leggendo “và” senza pauraverso le persone più abbandonate, “và” con il coraggio dello Spirito, “và” pieno dell’Amore di Dio verso coloro che non sono voluti più da nessuno. Questa è la vocazione di ogni frate: andare verso tutti e riparare ciò che in ogni persona rischia di cadere.


Fr. Rocco Predoti

domenica 3 maggio 2015

Che fare della mia vita? - la vocazione di Don Pino Puglisi

"Chiediamo a chi ci ostacola
di riappropriarsi dell'umanità"

Don Giuseppe Puglisi è stato il primo prete ucciso dalla mafia a causa della sua fede, il 15 Settembre 1993. Era Parroco di Brancaccio, un quartiere alla periferia di Palermo. Era nato lì e conosceva l'oppressione della Mafia sulla povera gente e la sua influenza sulla vita della gente.
Non scelse solo di denunciare dal pulpito ma scelse di strappare i figli dei mafiosi al destino dei loro padri: la galera o la morte.
Non voleva che diventassero "uomini d'onore" ma uomini educati al rispetto degli altri, all'amore bello per le loro spose e i loro figli.
Era un sacerdote pieno di Cristo che trasmetteva anche ai suoi amici e ne aveva tanti. Di loro scriveva: "Gli amici sono fatti per essere un Noi, ma nello stesso tempo sono chiamato a vivere ciascuno la propria identità. L'amicizia fa toccare in qualche modo il nucleo di sè stessi ed aiuta a dare risposte eterne".
Il Pensiero di Don Pino era fisso sempre sul Vangelo, su Cristo e non poteva permettere che i mafiosi togliessero la libertà di pensiero e di Amore che Gesù aveva regalato a tutti.
Dopo aver ricevuto alcune minacce chiedeva che i mafiosi si convertissero ed aiutassero ad ottenere ciò che è indispensabile per i più poveri e la libertà di tutti.
Sapeva di poter morire ma il martirio sull'esempio di Cristo ha potenziato il suo amore verso la sua gente.
Il suo esempio ci fa chiedere: Che fare della mia vita?
In un mondo dove ognuno cerca solo la felicità per se stessi Don Pino ci dice che è possibile regalare la sua vita agli altri seguendo Gesù. Anche Lui come San Francesco ha venduto tutto ed ha seguito Gesù. Grazie alla vocazione di Don Pino la mafia è più debole e molta gente vive in libertà.
In una terra come la Calabria l'esempio di Don Pino ci dice che sconfiggere la mafia si può. Insieme con Gesù e la libertà che ci vuole regalare.

fr. Rocco Predoti